Perché il tumore del colon prima dei 50 anni può comportarsi in modo diverso: la mappa di 850mila cellule

Nei tumori del colon diagnosticati prima dei 50 anni il tessuto che circonda le cellule malate è diverso da quello dei pazienti più anziani. Lo indica uno studio pubblicato il 29 ottobre 2026 su Nature Medicine da un gruppo del Dana-Farber Cancer Institute, del Broad Institute e di Mass General Brigham, che ha analizzato 189 tumori del colon-retto e oltre 850mila cellule. È una mappa biologica del tumore del colon nei giovani: non individua una causa e non cambia le indicazioni sullo screening.

Illustrazione generata con AI: cellule epiteliali rosa circondate da una fitta rete di cellule stromali allungate in verde acqua e viola

Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

Che cosa hanno analizzato i ricercatori?

Il gruppo ha studiato campioni chirurgici conservati in una biobanca: 189 tumori primari di pazienti dai 29 a oltre 90 anni, di cui 54 diagnosticati prima dei 50 anni e 135 dopo. Con una tecnica chiamata sequenziamento dell’RNA a singolo nucleo ha misurato l’attività dei geni in 850.222 nuclei, cioè nelle singole cellule tumorali e in quelle che le circondano.

Invece di dividere i pazienti solo in due gruppi, i ricercatori hanno cercato le caratteristiche che cambiano gradualmente con l’età. Nelle analisi hanno tenuto conto di sede del tumore, stadio, sesso e terapie ricevute prima dell’intervento.

Cosa cambia nelle cellule dei tumori prima dei 50 anni?

La differenza principale riguarda i tumori del sottotipo più comune, quelli stabili per i microsatelliti (MSS). Nei pazienti più giovani questi tumori contenevano una quota più alta di cellule stromali, cioè di sostegno e di connessione, rispetto alle cellule tumorali vere e proprie. Il risultato è stato confermato con i dati di attività genica di altri 564 tumori MSS e con l’analisi al computer delle immagini di tessuto di altri 712 tumori.

Nelle cellule tumorali dei pazienti giovani era più attivo anche un gruppo di molecole chiamate RNA lunghi non codificanti (lncRNA), che possono regolare i geni senza produrre proteine. Molti di questi RNA hanno funzioni ancora in gran parte sconosciute. Nei tumori del lato sinistro del colon i ricercatori hanno osservato inoltre segnali più intensi tra cellule legati ai processi con cui le cellule tumorali si spostano e invadono i tessuti vicini.

Perché lo «scudo» di cellule di supporto interessa i ricercatori?

Una quota alta di cellule stromali è già stata associata alla resistenza alla chemioterapia in diversi tumori solidi. Per questo gli autori la considerano una pista da approfondire per capire perché i pazienti giovani arrivano spesso alla diagnosi in fase avanzata e hanno una sopravvivenza che non migliora nonostante terapie più intense. Si tratta di un’associazione osservata in altri tumori: lo studio non ha misurato la risposta ai farmaci dei suoi pazienti.

Cosa non dice lo studio?

  • Non indica una causa dell’aumento dei casi tra i giovani: gli autori parlano di risultati che generano ipotesi e che vanno convalidati.
  • Non dimostra una prognosi peggiore per il singolo paziente under 50 e non permette di dire che il suo tumore sia più grave.
  • Non cambia le terapie né le indicazioni sullo screening.
  • Riguarda soprattutto i tumori MSS e campioni raccolti negli Stati Uniti. Mancava tessuto sano dello stesso paziente per il confronto, sostituito con banche dati esterne.

L’obiettivo dichiarato dai ricercatori è usare questa mappa per studiare come questi programmi cellulari interagiscono con le sostanze della dieta e dei microbi intestinali.

In Italia da che età parte lo screening del colon-retto?

Il programma di screening del Servizio sanitario nazionale invita donne e uomini dai 50 ai 69 anni (in alcune Regioni fino ai 74) a fare ogni due anni il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Il test è gratuito e, se positivo, è seguito da una colonscopia anch’essa gratuita. Lo screening comincia a 50 anni perché da quell’età la malattia è più frequente.

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L’adesione resta bassa. Nel biennio 2023-2024 il 47% delle persone tra 50 e 69 anni intervistate dalla sorveglianza PASSI dell’Istituto superiore di sanità riferiva di aver fatto un esame di prevenzione nei tempi raccomandati: il 62% al Nord, il 55% al Centro e appena il 30% al Sud.

Cosa può fare chi ha meno di 50 anni?

Prima dei 50 anni non c’è un invito allo screening. Chi ha disturbi intestinali che non passano deve parlarne con il medico curante, che valuta se servono esami. Non ha senso fare test per conto proprio sulla base di questo studio.

Su SaluteLab abbiamo raccolto i sintomi del cancro del colon-retto a esordio precoce da non ignorare, i segnali che il corpo manda mesi prima e la storia di una donna che a 31 anni ha scoperto un tumore al colon dopo 5 sintomi comuni.

In sintesi

  • Uno studio su Nature Medicine ha analizzato 189 tumori del colon-retto, 54 dei quali diagnosticati prima dei 50 anni.
  • Nei tumori MSS dei più giovani c’è una quota più alta di cellule stromali di sostegno, confermata su altri 712 tumori.
  • Nelle cellule tumorali dei giovani sono più attivi alcuni RNA lunghi non codificanti.
  • Lo studio non individua una causa e non dimostra una prognosi peggiore.
  • In Italia lo screening gratuito parte a 50 anni; prima, i disturbi persistenti vanno riferiti al medico.

Domande frequenti

Lo studio dice che il tumore del colon nei giovani è più grave?

No. La ricerca descrive differenze nella composizione dei tumori e nell’attività dei geni. Gli stessi autori presentano i risultati come ipotesi da verificare: lo studio non misura la prognosi dei singoli pazienti e non dimostra che un tumore under 50 abbia un esito peggiore.

Lo studio spiega perché il tumore del colon aumenta tra i giovani?

No. Il lavoro è osservazionale e non individua una causa. Gli autori indicano come prossimo passo lo studio del rapporto tra questi programmi cellulari e le sostanze che arrivano dalla dieta e dai microbi intestinali.

A che età parte lo screening del colon-retto in Italia?

Il Servizio sanitario nazionale invita donne e uomini dai 50 ai 69 anni (in alcune Regioni fino ai 74) a fare ogni due anni il test gratuito per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Lo screening inizia a 50 anni perché da quell’età la malattia è più frequente.

Cosa deve fare chi ha meno di 50 anni e ha disturbi intestinali?

Chi è fuori dalla fascia dello screening e ha sintomi sospetti deve parlarne con il medico curante, che valuta se e quali esami prescrivere. Lo studio non cambia questa indicazione e non suggerisce test da fare per conto proprio.

Che cosa sono le cellule stromali?

Sono le cellule di sostegno e di connessione che circondano le cellule tumorali, come i fibroblasti. Insieme formano il microambiente del tumore, cioè il tessuto in cui il tumore cresce.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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