Febbre e tosse già a ottobre: a che punto è l’influenza quest’anno
La stagione influenzale 2026-2027 è cominciata con i primi casi negli ambulatori e con le campagne di vaccinazione partite nelle Regioni ma senza un quadro nazionale. La sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità è ferma da marzo e i soli dati di inizio stagione arrivano dal Piemonte: livello basso nella settimana dal 12 al 18 ottobre.

Quanti casi ci sono in questo inizio di stagione?
Il primo bollettino RespiVirNet del Piemonte per la stagione 2026-2027, relativo alla settimana 42 (12-18 ottobre), registra 7,9 casi di infezione respiratoria acuta ogni 1.000 assistiti. È un livello di intensità basso, già sopra la soglia di base alla prima settimana di sorveglianza, come era successo nella stagione precedente (9,3 casi ogni 1.000).
In una settimana i piemontesi con un’infezione respiratoria acuta sono stati circa 34 mila (33.595 secondo la stima regionale). L’incidenza più alta riguarda i bambini fino a 4 anni:
- 0-4 anni: 14,5 casi ogni 1.000 assistiti;
- 5-14 anni: 5,0;
- 15-64 anni: 9,1;
- 65 anni e oltre: 5,6.
Nella fascia 0-14 anni la diffusione resta al livello di base, nelle altre fasce d’età è di bassa intensità.
È influenza o un altro virus?
Non tutte le febbri e le tossi di ottobre sono influenza. Nella settimana 42 i virus trovati più spesso in Piemonte sono stati, in ordine di frequenza, rhinovirus ed enterovirus, SARS-CoV-2, virus parainfluenzali e coronavirus diversi da SARS-CoV-2. I virus influenzali A compaiono per ultimi.
Il dato si spiega anche con la definizione usata dalla sorveglianza: le infezioni respiratorie acute (ARI) comprendono tutte le infezioni delle vie respiratorie, non solo quelle influenzali.
Perché mancano i dati nazionali sull’influenza?
L’ultimo rapporto nazionale RespiVirNet pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità è del 6 marzo 2026 e riguarda la settimana dal 23 febbraio al 1° marzo. Da quella settimana le Regioni e le Province autonome hanno sospeso i flussi di dati in attesa di una regolamentazione in linea con le norme sui dati personali. L’ISS aveva annunciato di lavorare con il ministero della Salute perché l’interruzione fosse solo transitoria.
A inizio ottobre mancavano ancora gli ultimi passaggi per far ripartire la sorveglianza stagionale: si attende una circolare del ministero che sblocchi la situazione.
Cosa succede negli altri Paesi?
Le tendenze sono contrastanti. Negli Stati Uniti la rivista Nature ha segnalato un aumento anomalo dei casi, che potrebbe indicare un inizio precoce della stagione. Nel Regno Unito la Health Security Agency ha registrato un aumento dell’attività influenzale, con il 6,5% dei campioni analizzati positivo ai virus influenzali.
Nel resto d’Europa per ora non si vedono anomalie: le segnalazioni crescono senza accelerazioni improvvise e nella quasi totalità dei Paesi l’attività resta ai livelli tipici del periodo pre-influenzale. Tra i virus influenzali prevalgono quelli di tipo A, senza differenze significative tra H1 e H3. I campioni sono però ancora pochi e per le previsioni è presto.
A che punto sono le vaccinazioni antinfluenzali?
La campagna è partita in ordine sparso. Nella settimana conclusa il 10 ottobre hanno cominciato Toscana, Veneto e Lazio; dal lunedì successivo è stata la volta di Emilia-Romagna, Sicilia, Lombardia, Calabria e Campania. Quasi tutte le Regioni danno la precedenza agli anziani e alle altre categorie più a rischio e poi estendono l’offerta al resto della popolazione. Il quadro è stato riassunto dall’ANSA il 10 ottobre.
Per sapere quali ceppi sono stati scelti per il vaccino di quest’anno, qui trovi la nostra scheda su influenza 2026-2027, nuovi ceppi e vaccino secondo l’OMS. Per date, sedi e modalità della vaccinazione il riferimento è il medico di famiglia o l’Asl della propria Regione.
In sintesi
- Primi casi di sindromi simil-influenzali negli ambulatori, senza segnali di allarme.
- Piemonte, 12-18 ottobre: 7,9 infezioni respiratorie acute ogni 1.000 assistiti, livello basso.
- Prevalgono rhinovirus e SARS-CoV-2; i virus influenzali A ci sono ma sono meno frequenti.
- La sorveglianza nazionale RespiVirNet è ferma dal marzo 2026 per il nodo privacy.
- Vaccinazioni partite a ottobre, con precedenza alle categorie a rischio.
Domande frequenti
L’influenza 2026-2027 è già arrivata in Italia?
Nei primi giorni di ottobre negli ambulatori dei medici di famiglia sono comparsi i primi casi di sindromi simil-influenzali, senza segnali di allarme. In Piemonte, nella settimana dal 12 al 18 ottobre, i virus influenzali A sono stati trovati ma in coda a rhinovirus, SARS-CoV-2 e altri virus respiratori.
Perché non ci sono ancora i dati nazionali sull’influenza?
A fine della scorsa stagione le Regioni e le Province autonome hanno sospeso l’invio dei dati alla sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, in attesa di regole in linea con la normativa sulla privacy. L’ultimo rapporto nazionale pubblicato è quello del 6 marzo 2026 e si attende una circolare del ministero della Salute.
Che cosa sono le infezioni respiratorie acute (ARI)?
È la definizione usata ora dalla sorveglianza RespiVirNet al posto delle sindromi simil-influenzali (ILI). Comprende le infezioni respiratorie causate da diversi virus, non solo da quelli influenzali. Per questo l’incidenza delle ARI non coincide con i soli casi di influenza.
Quando inizia la vaccinazione antinfluenzale?
Le campagne sono partite in ordine sparso tra le Regioni a ottobre, quasi ovunque dando la precedenza alle categorie più a rischio come gli anziani e poi estendendo l’offerta al resto della popolazione. Tempi e modalità si verificano con il medico di famiglia o con l’Asl della propria Regione.
I casi negli Stati Uniti e nel Regno Unito anticipano la stagione in Italia?
Non si può dire. Negli Stati Uniti è stato segnalato un aumento anomalo dei casi e nel Regno Unito l’attività influenzale è in crescita, mentre nel resto d’Europa i livelli restano quelli tipici del periodo pre-influenzale. I campioni analizzati finora sono pochi e per le previsioni è presto.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico.
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