Screening pediatrico gratuito per diabete tipo 1 e celiachia: chi riguarda e da quando
Lo screening diabete tipo 1 e celiachia per i bambini ha ora le sue regole. Il decreto del Ministero della Salute del 7 agosto 2026, attuativo della Legge 130/2023, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026. Prevede un programma pluriennale su base nazionale per individuare nei bambini di 5 e 6 anni gli anticorpi del diabete di tipo 1 e della celiachia. Il test sarà volontario e non partirà subito: il decreto entra in vigore l’8 aprile 2027.

Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026
Che cosa prevede il decreto sullo screening pediatrico
Il programma è coordinato dal Ministero della Salute e attuato dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), individuare i bambini a rischio permette di prevedere la malattia, riconoscere i casi senza sintomi e arrivare a diagnosi precoci con una prognosi migliore.
Secondo il Sole 24 Ore e la Fondazione Italiana Diabete, l’Italia è il primo Paese al mondo a dotarsi di un programma nazionale di screening pediatrico gratuito per queste due malattie.
Chi riguarda: i bambini di 5 e 6 anni
I destinatari sono i bambini che hanno compiuto 5 anni e non hanno ancora compiuto il settimo anno di età. Il decreto collega l’invito alla chiamata per le vaccinazioni previste dal calendario nazionale per questa fascia di età. Ogni Regione decide come organizzare inviti e prelievi e può coinvolgere i pediatri di libera scelta.
La scelta della fascia 5-6 anni è arrivata nel testo definitivo. Una prima versione del decreto prevedeva due fasce, 2-3 anni e 5-8 anni. La Fondazione Italiana Diabete chiede di valutare l’estensione ai bambini più piccoli. Le Commissioni parlamentari di Camera e Senato hanno raccolto questa indicazione nei loro pareri. Il programma viene rivisto ogni anno sulla base dei dati raccolti e delle nuove evidenze scientifiche.
Come funziona il test
Lo screening richiede un piccolo prelievo di sangue capillare dal dito. Nel campione si misurano i marcatori anticorpali del diabete tipo 1 e della celiachia indicati nel decreto. I campioni vengono inviati ai laboratori di riferimento individuati da ciascuna Regione.
La partecipazione è volontaria. Prima del test le famiglie ricevono un’informativa chiara, tradotta nelle lingue più diffuse sul territorio. Per procedere serve il consenso informato di entrambi i genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.
Il percorso coinvolge tre tipi di strutture: i dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, che organizzano gli inviti ed eseguono il test; i laboratori di riferimento, che analizzano i campioni; i centri clinici regionali, che confermano la diagnosi e prendono in carico i bambini insieme al pediatra.
Perché farlo: chetoacidosi e diagnosi precoce della celiachia
Per il diabete tipo 1 l’obiettivo indicato dal decreto è prevenire la chetoacidosi (una complicanza grave) e rallentare la progressione della malattia con le terapie disponibili. Per la celiachia l’obiettivo è la diagnosi precoce.
Secondo la Fondazione Italiana Diabete, in Italia ogni anno circa 1.400 bambini ricevono una diagnosi di diabete di tipo 1 e circa la metà arriva all’esordio in chetoacidosi. L’ISS riporta le stime del Ministero della Salute: 300mila persone con diabete tipo 1 e 250mila con diagnosi di celiachia, con un’elevata quota di casi di celiachia non diagnosticati perché senza sintomi evidenti. I segnali con cui la celiachia può presentarsi da piccoli sono descritti nell’approfondimento sui sintomi della celiachia nei bambini.
Cosa succede se il risultato è positivo
In caso di positività il bambino viene preso in carico dagli specialisti, con il coinvolgimento della famiglia. Come spiegano sul Sole 24 Ore Raffaella Buzzetti, Marco Silano e Andrea Marcellusi, un singolo autoanticorpo richiede un monitoraggio nel tempo della glicemia. Due o più autoanticorpi associati a valori di glicemia alterati indicano invece un rischio elevato di progressione verso il diabete e richiedono controlli più ravvicinati.
Per ritardare la progressione verso la malattia conclamata esistono anticorpi monoclonali immunomodulanti, tra i farmaci in studio. Si tratta di trattamenti valutati e prescritti dai centri specialistici, come nel caso del primo paziente pediatrico trattato con teplizumab a Bari.
Da quando parte e cosa dipende dalle Regioni
Il decreto entra in vigore sei mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi l’8 aprile 2027. Da quel momento i tempi dipendono dalle singole Regioni. Nei prossimi mesi dovranno definire il proprio modello organizzativo, individuare laboratori e centri clinici e pianificare gli inviti. L’avvio può essere graduale.
Il Ministero ripartirà le risorse tra le Regioni in base al numero dei nuovi nati e preparerà un modello unico di informativa per le famiglie. L’ISS gestirà la piattaforma nazionale dei dati. L’Osservatorio nazionale sul diabete di tipo 1 e sulla celiachia valuterà i risultati con una relazione annuale.
Il programma nazionale è stato preceduto dal progetto pilota D1Ce Screen, coordinato dall’ISS in Lombardia, Marche, Campania e Sardegna. Con 429 pediatri di libera scelta sono stati sottoposti a screening 5.363 bambini di 2, 6 e 10 anni. I risultati hanno mostrato un’ampia disponibilità a partecipare da parte delle famiglie e dei pediatri.
Cosa sapere adesso
- Lo screening non è ancora disponibile: il decreto entra in vigore l’8 aprile 2027 e i tempi dipendono dalla Regione.
- È volontario e riguarda i bambini di 5 e 6 anni. Serve il consenso di entrambi i genitori.
- Per informazioni sull’avvio nella propria zona il riferimento è il pediatra di libera scelta o l’azienda sanitaria.
Domande frequenti
Lo screening per diabete tipo 1 e celiachia è obbligatorio?
No. Il decreto del Ministero della Salute stabilisce che lo screening è su base volontaria. Serve il consenso informato di entrambi i genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, raccolto prima del test.
A che età si fa lo screening?
Riguarda i bambini che hanno compiuto 5 anni e non hanno ancora compiuto 7. L’offerta viene proposta ai bambini già chiamati per le vaccinazioni previste dal calendario nazionale per questa fascia di età.
Da quando parte lo screening del diabete tipo 1 nei bambini?
Il decreto entra in vigore l’8 aprile 2027, sei mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento i tempi dipendono dalle singole Regioni, che possono avviare il programma in modo graduale.
Come si fa il test?
Con un piccolo prelievo di sangue capillare dal dito. Nel campione si cercano gli anticorpi legati al diabete tipo 1 e alla celiachia. I campioni vengono analizzati dai laboratori di riferimento scelti da ogni Regione.
Cosa succede se il risultato è positivo?
Il bambino viene seguito dai centri clinici regionali di riferimento, che confermano o escludono la diagnosi e organizzano i controlli insieme al pediatra. Un risultato positivo indica la presenza di anticorpi da approfondire con gli specialisti: le scelte successive spettano a loro.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o del pediatra.
⚕️ Nota editoriale
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