Test HPV o Pap test? Le nuove linee guida sullo screening della cervice uterina dai 25 anni
Test HPV o Pap test? Per lo screening della cervice uterina le nuove linee guida pubblicate il 3 novembre 2026 nel Sistema nazionale linee guida dell’Istituto superiore di sanità (ISS), elaborate con il GISCi (Gruppo italiano screening del cervicocarcinoma), indicano il test HPV come test primario anche tra i 25 e i 29 anni nelle donne non vaccinate, al posto della citologia, cioè del Pap test. È una raccomandazione: non cambia nulla «da oggi» in automatico, perché i programmi di screening regionali dovranno recepirla e organizzarsi.

Cosa cambia con le nuove linee guida sullo screening della cervice
Rispetto alle indicazioni del report HTA del 2012 e alle linee guida europee del 2015, il documento introduce una sola novità: l’utilizzo del test HPV e non della citologia come test primario nella fascia di età 25-29 anni. Si tratta di una raccomandazione forte, basata secondo il testo su evidenze di elevata certezza da studi randomizzati controllati e ampi studi osservazionali.
La raccomandazione si applica alle donne non vaccinate: per quelle vaccinate, ricordano le linee guida, in Italia è raccomandato l’inizio dello screening a 30 anni con test HPV. Il panel italiano ha adottato le raccomandazioni pubblicate nel 2025 dalla European Commission Initiative on Cervical Cancer (EC-CvC).
Perché il test HPV invece del Pap test a 25-29 anni
Secondo la giustificazione riportata nelle linee guida, la citologia comporta un ritardo nell’individuazione delle lesioni precancerose (CIN2+/CIN3+) rispetto al test HPV, e dopo un test HPV negativo si osservano tassi inferiori di lesioni precancerose e tumori rispetto a un Pap test negativo. Il Pap test porta a meno invii in colposcopia, ma questa differenza, si legge, può essere compensata con strategie di triage; gli studi di costo-efficacia indicano come preferibile partire con il test HPV.
Il panel italiano aggiunge un elemento: il minor ricorso alla colposcopia che si potrebbe avere con la citologia non si osserva nei due studi condotti in Italia, e questo «riduce o annulla gli effetti desiderabili dello screening con Pap test nella fascia 25-29 anni». Nei calcoli del panel si considera anche che con il test HPV l’intervallo di screening sarebbe di 5 anni anziché 3.
Il Pap test non sparisce: il ruolo del triage
Non è un addio al Pap test. Le osservazioni delle linee guida spiegano che i programmi basati sulla citologia «dovrebbero passare allo screening basato sull’HPV per la fascia d’età 25-29 anni» e che la raccomandazione richiede l’adozione di strategie di triage efficaci per le persone positive all’HPV. Il triage è il passaggio che, dopo un test HPV positivo, serve a decidere chi deve fare approfondimenti.
Un punto da tenere a mente: un test HPV positivo non significa avere un tumore. Indica la presenza del virus e apre il percorso di controlli previsto dal programma.
Età dello screening: cosa resta confermato
Le altre raccomandazioni, già in uso negli screening italiani secondo il documento, vengono confermate:
- iniziare lo screening a 25 anni (raccomandazione condizionata; 30 anni per le vaccinate prima dei 15 anni);
- non iniziare lo screening prima dei 25 anni (raccomandazione forte);
- usare il test HPV come test primario tra 30 e 50 anni, non la citologia né il co-test (raccomandazione forte);
- proseguire lo screening fino a 64 anni (raccomandazione forte);
- non effettuare lo screening oltre i 64 anni (raccomandazione condizionata).
Cosa fare adesso
Le linee guida sono rivolte ai programmi di screening e agli operatori, non sono indicazioni personali. Chi ha tra 25 e 29 anni può continuare a rispondere agli inviti del programma organizzato della propria regione, che indicherà il test previsto, e per dubbi sul proprio caso parlarne con il medico di famiglia o il ginecologo. Per approfondire: quando fare lo screening per il cancro alla cervice, il vaccino contro l’HPV e chi può fare il Pap test.
Domande frequenti
Da quando cambia lo screening a 25 anni?
Non c’è una data unica. Le linee guida sono una raccomandazione pubblicata nel Sistema nazionale linee guida dell’ISS il 3 novembre 2026: perché cambi l’invito concreto, i programmi di screening regionali devono recepirla e organizzarsi. Per sapere quale test è previsto nel proprio territorio conviene fare riferimento al programma della propria Asl.
Il Pap test viene abolito?
No. Il Pap test (citologia) non sparisce: le linee guida chiedono di non usarlo più come test primario nelle donne non vaccinate tra 25 e 29 anni, ma richiedono strategie di triage efficaci per chi risulta positivo all’HPV, ambito in cui la citologia continua ad avere un ruolo.
Se il test HPV è positivo vuol dire che ho un tumore?
No. Un test HPV positivo indica la presenza del virus, non di un tumore. Serve a decidere gli approfondimenti successivi (triage ed eventuale colposcopia), che vanno seguiti secondo le indicazioni del programma di screening e del medico.
Le donne vaccinate contro l’HPV cosa devono fare?
Per le donne vaccinate prima dei 15 anni, in Italia è raccomandato l’inizio dello screening a 30 anni con test HPV. La novità sui 25-29 anni riguarda le donne non vaccinate.
Fino a che età si fa lo screening della cervice?
Le linee guida confermano di proseguire fino a 64 anni (raccomandazione forte) e di non effettuare lo screening oltre i 64 anni (raccomandazione condizionata).
⚕️ Nota editoriale
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