Sintomi esagerati per avere l’antibiotico: lo ammette più di un adulto su quattro in uno studio Usa
Più di un adulto su quattro, in un sondaggio condotto negli Stati Uniti, dichiara di aver esagerato o inventato sintomi davanti al medico per farsi prescrivere un antibiotico. Il 28% lo ha fatto per sé e il 27% per un bambino di cui si occupa. Sono i risultati di due studi dell’Università dello Utah pubblicati il 30 ottobre 2026 su JAMA Network Open. I sintomi più spesso gonfiati sono quelli del raffreddore, come tosse e mal di gola.

Come è stato fatto lo studio?
I ricercatori hanno coinvolto un campione nazionale di adulti statunitensi con un questionario online, compilato tra l’8 gennaio e il 13 febbraio 2026. Il campione finale è di 959 persone, con un’età media di circa 51 anni. Il campione non è probabilistico: non rappresenta in modo statistico tutta la popolazione Usa. Le risposte sono autodichiarate.
Un secondo studio, pubblicato insieme al primo, ha analizzato lo stesso comportamento nei genitori e in chi si prende cura di un bambino.
Cosa hanno dichiarato i partecipanti?
In tutto 268 persone hanno riferito di aver modificato almeno una volta il racconto dei sintomi per ottenere un antibiotico. Tra loro:
- il 40,3% ha esagerato sintomi che aveva davvero, per esempio dicendo di tossire da due settimane invece che da una;
- il 7,1% ha inventato sintomi che non aveva, come una febbre inesistente;
- il 52,6% ha fatto entrambe le cose.
I sintomi più spesso alterati sono stati quelli simili al raffreddore, indicati da circa due persone su tre tra chi ha ammesso il comportamento.
Perché si esagerano i sintomi?
I motivi più citati sono il sentirsi molto male, la convinzione che l’antibiotico sia l’unica cura che funziona e il bisogno di tornare presto al lavoro o a scuola. Alcuni hanno indicato anche il desiderio di decidere da sé la propria cura.
Il comportamento era più frequente tra i più giovani, tra chi sente spesso che il medico non prende sul serio i suoi sintomi e tra chi pensa che l’antibiotico-resistenza sia una bufala. Chi conosceva meglio gli antibiotici lo ha dichiarato meno spesso.
«Le persone hanno sintomi spiacevoli e possono avere la forte sensazione che gli antibiotici siano l’unica cosa che può farle stare meglio. Sentirsi dire di riposare e aspettare è difficile» (traduzione nostra), ha spiegato Alistair Thorpe, ricercatore della University of Utah Health e tra i primi autori.
Perché con raffreddore e influenza l’antibiotico non serve?
Gli antibiotici agiscono sui batteri e non sui virus, che sono la causa più comune dei sintomi da raffreddore e influenza. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che «gli antibiotici non uccidono i virus, e quindi un trattamento antibiotico non previene né cura le sindromi influenzali e parainfluenzali». La terapia antibiotica va fatta su prescrizione medica solo in caso di complicazioni dovute a infezioni batteriche secondarie.
Prendere un antibiotico quando non serve espone a effetti indesiderati e contribuisce all’antibiotico-resistenza, il fenomeno per cui i batteri smettono di rispondere ai farmaci. Il meccanismo è spiegato nel nostro approfondimento su come nasce la resistenza agli antibiotici.
La stagione dei virus respiratori è già partita: abbiamo fatto il punto su a che punto è l’influenza quest’anno.
Cosa propongono gli autori?
Gli autori non vogliono colpevolizzare i pazienti. Chi si è sentito ignorato dal medico in passato tende a esagerare più spesso. La soluzione indicata è una comunicazione migliore tra medico e paziente. «La lezione pratica non è che i medici debbano diventare più sospettosi verso i pazienti», ha detto Andrea Levy, coautrice. «Devono invece creare un rapporto in cui chi si prende cura dei bambini e i pazienti si sentano ascoltati abbastanza da non avere bisogno di esagerare per essere presi sul serio» (traduzione nostra).
Per chi vuole ripassare le regole di base c’è la nostra guida sugli errori da non fare con gli antibiotici.
In sintesi
- In un sondaggio online su 959 adulti statunitensi il 28% dichiara di aver esagerato o inventato sintomi per avere un antibiotico.
- Il 27% dice di averlo fatto per un bambino di cui si occupa.
- I sintomi più alterati sono quelli da raffreddore; i motivi più citati sono il sentirsi molto male e il dover tornare al lavoro o a scuola.
- Gli antibiotici non agiscono sui virus che causano raffreddore e influenza.
- Il dato è autodichiarato e riguarda gli Stati Uniti.
Domande frequenti
Gli antibiotici servono per raffreddore e influenza?
No. Raffreddore e influenza sono infezioni virali e l’Istituto Superiore di Sanità ricorda che gli antibiotici non uccidono i virus: non prevengono né curano le sindromi influenzali e parainfluenzali. Si usano su prescrizione del medico solo in caso di complicazioni dovute a infezioni batteriche.
Quanti adulti hanno esagerato i sintomi per avere l’antibiotico?
Nel sondaggio statunitense su 959 adulti il 28% ha dichiarato di averlo fatto almeno una volta. Il dato è autodichiarato e riguarda un campione online degli Stati Uniti: non descrive la situazione italiana.
Perché esagerare i sintomi è un problema?
Il medico decide la cura in base a quello che il paziente racconta. Un quadro falsato può portare a prendere antibiotici quando non servono, con il rischio di effetti indesiderati e con un contributo all’antibiotico-resistenza, che riguarda tutti.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico.
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