Farmaci GLP-1 e tumori legati all’obesità: cosa dice il nuovo studio sul diabete di tipo 2
Nelle persone con diabete di tipo 2 chi inizia una terapia con un farmaco GLP-1, la famiglia di cui fa parte la semaglutide di Ozempic, avrebbe un rischio più basso di sviluppare tumori legati all’obesità rispetto a chi inizia l’insulina o le sulfoniluree. È il risultato di uno studio pubblicato il 3 novembre 2026 su JAMA Network Open da ricercatori dello University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas. Gli stessi autori avvertono però che il dato non autorizza a scegliere un farmaco per il diabete con l’obiettivo di prevenire il cancro.

Cosa ha trovato lo studio su GLP-1 e tumori
A tre anni dall’inizio della terapia il rischio di tumore legato all’obesità è stato del 2,01% tra chi usava un GLP-1 contro il 3,26% tra chi aveva iniziato l’insulina. In termini relativi corrisponde a un rapporto di rischio (hazard ratio) di 0,62, con un intervallo di confidenza al 95% da 0,49 a 0,77. Rispetto alle sulfoniluree, farmaci più vecchi che stimolano la produzione di insulina, il rischio a tre anni è stato del 2,85% contro il 3,98%, una differenza di 1,14 punti percentuali, con un rapporto di rischio di 0,67 (da 0,54 a 0,84).
L’associazione si è mantenuta anche a cinque anni: 0,61 rispetto all’insulina e 0,75 rispetto alle sulfoniluree. Nel confronto con le sulfoniluree, però, a cinque anni la differenza assoluta di rischio (−0,72 punti percentuali, intervallo da −1,83 a 0,31) non è risultata statisticamente significativa. Il confronto con metformina, inibitori SGLT2 e inibitori DPP4 non ha invece mostrato differenze chiare.
Come è stato fatto lo studio
I ricercatori hanno usato le cartelle cliniche elettroniche di 359.595 adulti seguiti dal centro medico texano tra il 2010 e il luglio 2025. Fra loro hanno selezionato le persone con diabete di tipo 2 senza un tumore legato all’obesità in precedenza che avevano iniziato un GLP-1 oppure uno dei cinque farmaci di confronto. Il metodo, chiamato emulazione di un trial (target trial emulation), cerca di imitare con dati osservazionali un confronto randomizzato tra terapie. I gruppi sono stati poi bilanciati per età, condizioni cliniche, altri farmaci e fattori legati al cancro.
L’analisi è stata ripetuta anche in base alla gravità del diabete, misurata con le complicanze presenti all’inizio della terapia. L’associazione rispetto a insulina e sulfoniluree è risultata più evidente nelle persone con diabete meno grave. Nel diabete più grave il confronto con gli inibitori SGLT2 ha dato a tre anni una differenza di rischio di 1,61 punti percentuali a sfavore dei GLP-1. Gli autori considerano esplorative queste analisi per sottogruppi.
I limiti: perché non è una prova di prevenzione
Si tratta di uno studio osservazionale condotto su dati retrospettivi di un solo sistema sanitario statunitense. Chi inizia l’insulina ha spesso un diabete più avanzato e con più complicanze. Nonostante le correzioni statistiche potrebbero quindi restare differenze tra i gruppi capaci di spiegare in parte il risultato. Gli autori parlano di dati «nel complesso rassicuranti» sulla sicurezza oncologica dei GLP-1. Scrivono però che non sostengono la scelta di una terapia per il diabete a scopo di prevenzione del cancro: a guidarla devono restare i benefici già noti su metabolismo, cuore e reni. Servono studi più lunghi e su più centri.
Uno degli autori, l’endocrinologo Jaime P. Almandoz, ha dichiarato compensi personali da diverse aziende farmaceutiche, tra cui Novo Nordisk ed Eli Lilly che producono farmaci GLP-1. Gli altri autori non hanno riportato conflitti di interesse. Lo studio è stato finanziato da enti pubblici e no-profit statunitensi e texani, tra cui il National Cancer Institute e i National Institutes of Health.
Cosa significa per chi ha il diabete
Per chi è in terapia con questi farmaci lo studio aggiunge un elemento rassicurante. Non cambia però le indicazioni. Su SaluteLab abbiamo già raccontato effetti collaterali dei farmaci GLP-1 e cosa succede quando si smette e i rischi della semaglutide. Ogni decisione su inizio, cambio o sospensione di una terapia va presa con il proprio medico o diabetologo.
Domande frequenti
Ozempic previene il cancro?
No. Lo studio ha trovato un’associazione con meno tumori legati all’obesità rispetto a insulina e sulfoniluree nelle persone con diabete di tipo 2. Non dimostra che il farmaco prevenga il cancro e gli autori sconsigliano di scegliere la terapia per questo motivo.
Quali tumori sono considerati legati all’obesità?
Sono i tumori per i quali l’eccesso di peso è un fattore di rischio riconosciuto. Lo studio ha conteggiato la prima diagnosi di uno di questi tumori dopo l’inizio della terapia.
Chi usa insulina deve cambiare farmaco?
No, non sulla base di questo studio. La scelta della terapia per il diabete dipende dal controllo della glicemia e dai benefici su cuore e reni e va sempre discussa con il medico curante.
⚕️ Nota editoriale
I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.