Stufe e caldaie accese: i segnali del monossido da non confondere con l’influenza

L’intossicazione da monossido di carbonio dà sintomi come mal di testa, nausea, vertigini e debolezza che si possono confondere con quelli dell’influenza. Il gas è invisibile e inodore: con stufe e caldaie accese l’unica difesa affidabile è la prevenzione, perché chi dorme può non accorgersi di nulla.

Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2026

Una persona preme il tasto di prova di un rilevatore di monossido di carbonio fissato alla parete di casa: sintomi dell'intossicazione e come prevenirla con stufe e caldaie

Che cos’è il monossido di carbonio e da dove arriva in casa?

Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore e incolore che si forma quando la combustione è incompleta. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), se inalato in concentrazione sufficiente può causare gravi problemi di salute o la morte. ATS Brescia aggiunge che è anche insapore e non irritante: si respira senza accorgersene.

Le sorgenti domestiche più comuni indicate dall’ISS sono caldaie, fornelli, camini (compresi quelli decorativi a bioetanolo), scaldabagni a gas, stufe, bracieri, barbecue, generatori elettrici e auto lasciate accese in garage. Il rischio nasce quando il gas si accumula in spazi chiusi o poco ventilati.

Quali sono le cause più frequenti di avvelenamento?

L’ISS elenca cinque cause principali, che negli incidenti spesso si sommano:

  • manutenzione insufficiente di apparecchi, impianti e canne fumarie;
  • combustione difettosa per carenza di ossigeno o di ingresso d’aria;
  • scarsa evacuazione dei fumi per canna fumaria ostruita (fuliggine, nidi) o danneggiata;
  • ricambio d’aria insufficiente durante l’uso degli apparecchi;
  • apparecchi vecchi o difettosi.

Secondo ATS Brescia d’inverno nelle abitazioni si possono raggiungere concentrazioni superiori a quelle esterne. Livelli elevati si trovano più spesso negli edifici vecchi.

Quali sono i sintomi dell’intossicazione da monossido?

Secondo l’ISS i sintomi più comuni sono mal di testa, vertigini, debolezza, nausea, vomito, dolore al petto e stato confusionale. Possono seguire sonnolenza, affaticamento, convulsioni, problemi di vista e perdita di coscienza. Nei bambini compaiono anche dolore addominale e diarrea. ATS Brescia cita inoltre difficoltà di respiro, battito accelerato e difficoltà a coordinare i movimenti.

La rapidità dipende dalla concentrazione del gas, dalla durata dell’esposizione e dallo stato di salute di chi lo respira. Le persone addormentate o ubriache possono subire effetti letali prima di avvertire qualsiasi sintomo.

Perché si confonde con l’influenza?

Mal di testa, stanchezza e nausea sono disturbi comuni nella stagione dei virus respiratori. L’ISS indica ai medici tre indizi che devono far pensare al monossido: sintomi senza febbre, una possibile esposizione a una fonte di CO e più persone con disturbi simili nello stesso ambiente. Sono segnali da riferire al medico e non strumenti per una diagnosi fai da te. La conferma arriva in ospedale con la misura della carbossiemoglobina nel sangue.

Chi è più a rischio?

Tutti possono intossicarsi. L’ISS segnala che neonati, anziani e persone con malattie cardiache croniche, anemia o problemi respiratori hanno maggiori probabilità di stare male dopo un’esposizione. Per le donne in gravidanza l’ISS indica l’ossigenoterapia iperbarica come trattamento di scelta anche nei casi meno gravi.

Come prevenire il monossido con stufe, caldaie e camini?

Le indicazioni di ISS e ATS Brescia si riassumono in poche regole pratiche:

  • far controllare, pulire e regolare ogni anno apparecchi e canna fumaria prima dell’autunno;
  • far eseguire il controllo del rendimento di combustione (prova fumi) da personale abilitato con la periodicità prevista per il proprio impianto;
  • arieggiare regolarmente e non ostruire prese e griglie d’aria;
  • non usare forno, fornelli a gas o bracieri per scaldare la casa;
  • non usare in casa, in tenda o in camper barbecue, fornelli da campeggio e lanterne a combustibile;
  • non accendere generatori in garage, cantine o spazi chiusi anche con porte e finestre aperte;
  • non lasciare l’auto accesa in garage;
  • non tenere accese stufette portatili a gas mentre si dorme.

Il rilevatore di monossido è utile come ulteriore protezione. Secondo ATS Brescia però non sostituisce la manutenzione degli impianti né la ventilazione dei locali.

📲 Vuoi ricevere notizie come questa sul tuo smartphone? Iscriviti al canale Telegram di SaluteLab oppure unisciti al gruppo WhatsApp

Il problema più ampio dell’inquinamento domestico da combustione non riguarda solo il monossido. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa 2,1 miliardi di persone cucinino con fuochi aperti o stufe inefficienti e attribuisce all’inquinamento dell’aria domestica nel suo complesso circa 2,9 milioni di morti nel 2021, soprattutto per malattie cardiache, ictus e infezioni respiratorie.

Cosa fare se si sospetta un’intossicazione?

Chiunque sospetti un avvelenamento da monossido deve rivolgersi immediatamente al pronto soccorso o chiamare il 112, indicano ISS e ATS Brescia.

In caso di sospetto

  • Uscire subito all’aria aperta con tutte le persone presenti.
  • Se è possibile senza rischi spegnere l’apparecchio e aprire porte e finestre.
  • Chiamare il 112 o andare al pronto soccorso anche se i sintomi sembrano lievi.
  • Non rientrare finché l’impianto non è stato controllato da un tecnico abilitato.

Domande frequenti

Quali sono i primi sintomi dell’intossicazione da monossido di carbonio?

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità i sintomi più comuni sono mal di testa, vertigini, debolezza, nausea, vomito, dolore al petto e stato confusionale. Nei bambini possono comparire anche dolore addominale e diarrea.

Il rilevatore di monossido basta per stare tranquilli?

No. Secondo ATS Brescia l’uso del rilevatore può essere incoraggiato ma non è un’alternativa alla manutenzione degli impianti né alla ventilazione dei locali.

Ogni quanto va controllata la caldaia o la stufa?

L’ISS consiglia di far controllare, pulire e mettere a punto apparecchi e canna fumaria ogni anno prima dell’autunno e dell’inverno. ATS Brescia ricorda anche il controllo biennale del rendimento di combustione, la cosiddetta prova fumi.

Cosa fare se si sospetta un’intossicazione da monossido?

Uscire subito all’aria aperta, aprire porte e finestre se lo si può fare senza rischi e spegnere l’apparecchio. Poi rivolgersi immediatamente al pronto soccorso o chiamare il 112, come indicano ISS e ATS Brescia.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. In caso di emergenza chiamare il 112.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

Articoli correlati