Smartphone a letto, un occhio non vede più: cos’è la cecità transitoria

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico. Un calo improvviso della vista, anche se dura pochi minuti, va sempre valutato da un medico.

Guardare lo smartphone al buio, sdraiati a letto con un occhio schiacciato sul cuscino, può far perdere per qualche minuto la vista da un solo occhio. È la cosiddetta cecità transitoria da smartphone, descritta nel 2016 sul New England Journal of Medicine da un gruppo di medici di Londra. Secondo gli autori non è un danno, ma un effetto di come la retina si adatta alla luce e al buio. Il sintomo però somiglia a quelli di problemi vascolari seri, e per questo va riconosciuto con certezza.

Persona sdraiata a letto al buio che guarda lo smartphone con un occhio coperto dal cuscino

Cosa è successo alle due pazienti di Londra

Gli autori, tra cui Ali Alim-Marvasti del National Hospital for Neurology and Neurosurgery e Gordon Plant del Moorfields Eye Hospital, hanno descritto due casi.

Una donna di 22 anni da alcuni mesi perdeva a tratti la vista dall’occhio destro, di notte. Erano normali gli esami degli occhi e del cuore, così come i livelli di vitamina A, l’angiografia con risonanza magnetica, l’ecocardiogramma e i test sulla trombofilia.

La seconda paziente, 40 anni, da sei mesi al risveglio vedeva male da un occhio, per un tempo fino a 15 minuti. Anche per lei le indagini su possibili cause vascolari erano negative, ma le era già stata prescritta l’aspirina.

La svolta è arrivata dall’anamnesi, cioè dal racconto dettagliato delle pazienti. I disturbi comparivano solo dopo alcuni minuti passati a guardare lo smartphone al buio, a letto: prima di dormire nel primo caso, dopo il risveglio nel secondo. E riguardavano sempre l’occhio opposto al lato su cui la paziente era sdraiata, cioè quello rimasto libero dal cuscino.

Perché si perde la vista da un occhio dopo lo smartphone

Gli autori spiegano il fenomeno con uno sbiancamento differenziale del fotopigmento. Il fotopigmento è la sostanza della retina che cattura la luce; nella visione al buio lavora soprattutto la rodopsina, contenuta nei bastoncelli.

L’occhio che guarda lo schermo si adatta alla luce: il suo pigmento si “sbianca” e la sensibilità cala. L’occhio coperto dal cuscino, invece, resta al buio e si adatta all’oscurità. Quando si spegne il telefono e si aprono entrambi gli occhi nella stanza buia, il confronto è netto. L’occhio che era al buio vede, quello che fissava lo schermo sembra “cieco”. La differenza dura alcuni minuti, il tempo che serve alla retina per recuperare la sensibilità al buio.

Quanto dura la cecità da smartphone

Per verificarlo, in uno studio approvato da un comitato etico, due degli autori hanno guardato uno smartphone con un solo occhio, a distanza di un braccio. Poi hanno misurato il recupero della vista al buio, con test della percezione e con l’elettroretinogramma, che registra l’attività elettrica della retina.

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I risultati, in sintesi:

  • dopo 10 o 20 minuti di schermo, la sensibilità visiva era molto ridotta e serviva qualche minuto per recuperarla;
  • dopo circa 20 minuti al buio, chi aveva guardato lo schermo riusciva a vedere stimoli 100 volte più deboli rispetto all’inizio;
  • subito dopo lo schermo, la retina dell’occhio esposto rispondeva in modo molto più debole di quella dell’occhio coperto;
  • dopo circa 20 minuti, le risposte dei due occhi tornavano molto simili.

Un esempio aiuta a capire. Nei primi minuti dopo lo schermo, per accorgersi di una luce nel buio l’occhio esposto ha bisogno di uno stimolo fino a cento volte più intenso di quello che gli basterà una ventina di minuti dopo.

Quando un calo della vista è un campanello d’allarme

La perdita transitoria della vista da un occhio è un sintomo frequente negli ambulatori, ricordano gli autori, e non sempre dipende da un problema tromboembolico. Proprio perché può avere cause vascolari, però, le due pazienti erano state sottoposte a esami approfonditi.

«I nostri casi mostrano che un’anamnesi accurata e la conoscenza della fisiologia della retina possono rassicurare sia il paziente sia il medico ed evitare ansie inutili ed esami costosi», scrivono gli autori.

Il fenomeno descritto riguarda una situazione precisa: schermo luminoso, stanza buia, un occhio coperto. Se la vista cala in altre circostanze, o se compaiono altri sintomi, serve una valutazione medica rapida.

Secondo gli autori, casi simili diventeranno più frequenti. Gli smartphone si usano quasi a tutte le ore, spesso da sdraiati, e i produttori realizzano schermi sempre più luminosi per contrastare la luce dell’ambiente. La scheda pubblicata da EyeNet, la rivista dell’American Academy of Ophthalmology, invita a chiedere sempre ai pazienti dell’uso dello smartphone al buio e da sdraiati.

Smartphone a letto e sonno: cosa dice la ricerca sulla luce serale

La luce dello schermo la sera non pesa solo sulla vista. Nel 2014 uno studio pubblicato su PNAS da ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School ha seguito 12 adulti ricoverati per due settimane. Per cinque sere di fila leggevano per quattro ore prima di dormire su un iPad, per altre cinque su un libro di carta, in ordine casuale.

Dopo la lettura sullo schermo, i partecipanti:

  • producevano meno melatonina, l’ormone che prepara al sonno;
  • impiegavano in media circa 10 minuti in più ad addormentarsi;
  • avevano meno sonno REM;
  • mostravano un ritardo del ritmo circadiano di oltre un’ora;
  • la mattina dopo erano più assonnati e ci mettevano di più a diventare vigili.

Secondo i ricercatori il responsabile è la luce ricca di onde corte, la cosiddetta luce blu, emessa da tablet, e-reader, computer e telefoni.

Come evitare la cecità transitoria da smartphone

Dal meccanismo descritto dagli autori discendono due accorgimenti pratici:

  • guardare lo schermo con entrambi gli occhi, evitando di tenerne uno coperto dal cuscino;
  • se dopo lo schermo un occhio “non vede” e la situazione è quella descritta, sapere che secondo lo studio la sensibilità torna da sola nel giro di alcuni minuti.

Se il disturbo non segue questo schema, o non passa nel giro di pochi minuti, va riferito al medico.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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