Difterite a Palermo, indagati per omicidio colposo i genitori di Anna Rosa
Difterite a Palermo, i genitori di Anna Rosa sono indagati per omicidio colposo per omissione. Autopsia mercoledì, aperto anche un fascicolo civile.
Avvertenza medica. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico curante, del pediatra di libera scelta o degli operatori del servizio vaccinale dell’azienda sanitaria. Per verificare lo stato vaccinale del proprio bambino occorre rivolgersi al pediatra o all’Asp di competenza.
La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati i genitori di Anna Rosa Bartolotta. L’accusa è omicidio colposo. La bambina aveva quattro anni, viveva al quartiere Zen ed è morta per difterite. Dalle indagini risulta che non era stata sottoposta al vaccino, obbligatorio in Italia da anni. L’autopsia si svolgerà mercoledì nell’istituto di medicina legale del Policlinico. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro e dal procuratore Maurizio de Lucia.
Indice dell'articolo
- 1 L’ipotesi accusatoria: omicidio colposo per omissione
- 2 Cosa significa essere iscritti nel registro degli indagati
- 3 Il secondo fascicolo, quello sulla responsabilità genitoriale
- 4 La motivazione riferita dai genitori
- 5 La verifica urgente nelle scuole della zona nord
- 6 Il cuginetto positivo e un punto ancora da chiarire
- 7 L’indagine epidemiologica sui contatti
- 8 Cosa resta da accertare
L’ipotesi accusatoria: omicidio colposo per omissione
La contestazione non riguarda una condotta attiva. Riguarda qualcosa che non è stato fatto.
La Procura ipotizza che l’omissione abbia determinato la morte della bambina. L’omissione è costituita dalla mancata vaccinazione contro la difterite. Da qui la formula dell’omicidio colposo per omissione.
È un nesso che gli inquirenti dovranno dimostrare. Non basta accertare che la vaccinazione mancasse. Serve stabilire che quella mancanza abbia causato il decesso. E che la morte fosse evitabile con il vaccino.
Cosa significa essere iscritti nel registro degli indagati
L’iscrizione non è una condanna. Non è nemmeno un rinvio a giudizio. Nessuna responsabilità risulta accertata.
In questo caso ha anche una funzione tecnica. È stata disposta in vista dell’autopsia. Serve a consentire ai genitori di nominare consulenti di parte e di partecipare all’accertamento.
È un atto che tutela anche chi vi è sottoposto. Senza iscrizione l’esame sul corpo si svolgerebbe senza la difesa. Nessuno potrebbe assistervi o contestarne i risultati.
Il secondo fascicolo, quello sulla responsabilità genitoriale
Accanto al procedimento penale ne corre un altro, di natura civile.
La procuratrice per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna, ha aperto un fascicolo. Serve a valutare la responsabilità genitoriale della coppia.
I due procedimenti hanno oggetti diversi. Il primo guarda al passato e alla causa della morte. Il secondo guarda al presente e alla condizione degli altri figli.
La motivazione riferita dai genitori
Secondo quanto emerso, la coppia aveva scelto di non vaccinare la figlia. La ragione riferita è una convinzione: che una vaccinazione avesse causato l’autismo di un cuginetto.
Nel provvedimento della procura per i minorenni si legge “che nel quartiere Zen vi è una credenza popolare secondo cui i bambini a seguito delle vaccinazioni diventano autistici e per tale motivo si rifiutano categoricamente di effettuare la vaccinazione obbligatoria ai propri figli”.
L’Istituto superiore di sanità ha ribadito in questi giorni l’assenza di collegamenti tra autismo e vaccini. Ha rilanciato sulla homepage del proprio sito le informazioni sulla difterite.
La posizione dell’istituto è netta. L’ipotesi di un’associazione causale è stata studiata in modo esteso e cinquantasette studi hanno escluso la correlazione. L’ipotesi era stata sollevata negli anni Novanta da uno studio inglese, pubblicato nel 1998 su The Lancet. È stata poi valutata da numerosi lavori condotti in Europa e negli Stati Uniti. Nessuno ha confermato una relazione causale. Gli stessi autori ritirarono le conclusioni e nel 2010 la rivista ritirò l’articolo.
La verifica urgente nelle scuole della zona nord
La procura per i minorenni ha disposto un controllo sulle scuole materne ed elementari della zona nord di Palermo. Deve accertare se negli istituti siano presenti bambini non vaccinati.
Il punto tecnico riguarda le modalità con cui l’obbligo può essere aggirato. “La sola prenotazione non permette di accedere agli istituti”, ha precisato la procuratrice Caramanna.
Il cuginetto positivo e un punto ancora da chiarire
Un cugino della bambina ha contratto la malattia in forma più blanda. Anche lui ha quattro anni. È ricoverato all’ospedale dei Bambini di Palermo da alcuni giorni.
Sul suo stato vaccinale le ricostruzioni divergono. Gli inquirenti stanno verificando se il bambino sia stato vaccinato. La vicenda, riferiscono, non sarebbe chiara. Altre indicazioni sostengono invece che era stato vaccinato contro il batterio.
Il direttore sanitario del Civico, Domenico Cipolla, ha descritto il quadro clinico. Il bambino “sta migliorando clinicamente” ed è tenuto in osservazione e isolamento. Sono state dosate anche le immunoglobuline antidifteriche, che “sono presenti a buon titolo e protettive”.
È il dato che gli inquirenti dovranno incrociare con la documentazione vaccinale. Anticorpi protettivi indicano una risposta immunitaria già presente. La conferma documentale spetta però all’azienda sanitaria.
L’indagine epidemiologica sui contatti
Accanto ai due fascicoli giudiziari corre il lavoro di sanità pubblica. L’Azienda sanitaria provinciale ha avviato un’indagine epidemiologica per ricostruire la catena dei contatti.
Serve a individuare chi ha avuto rapporti ravvicinati con i due bambini nel periodo di contagiosità. Su quelle persone si verifica lo stato vaccinale. Poi si valuta l’eventuale profilassi.
Tutti i familiari sono stati vaccinati dopo la morte della bambina. Nei centri vaccinali della città si è registrato un aumento delle prenotazioni.
Cosa resta da accertare
L’autopsia di mercoledì dovrà stabilire la causa del decesso. I campioni sono stati inviati all’Istituto superiore di sanità per la conferma definitiva della diagnosi.
Da quei due accertamenti dipende l’impianto dell’inchiesta. Vanno confermati due nessi: quello tra la malattia e la morte, e quello tra la mancata vaccinazione e l’esito. Fino ad allora la contestazione mossa ai genitori resta un’ipotesi di lavoro.
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