Certificato di malattia, ora il medico può retrodatarlo di un giorno anche in ambulatorio

Vi ammalate di lunedì, ma il medico riesce a visitarvi solo martedì. Fino a poco tempo fa quel lunedì, se andavate in ambulatorio, era perso.

Dal 4 settembre non più. L’INPS ha esteso anche alle visite ambulatoriali la possibilità di far partire il certificato di malattia dal giorno precedente.

INPS

Cosa è cambiato

La modifica arriva con una circolare emanata dall’Istituto insieme al ministero del Lavoro.

Prima il riconoscimento retroattivo del primo giorno era collegato alle visite domiciliari, cioè a quando il medico veniva a casa. Adesso la stessa possibilità vale anche per chi si reca nello studio del proprio medico di medicina generale.

Riguarda una situazione che capita spesso: si sta male in una giornata e si riesce a ottenere la valutazione del medico solo in quella successiva.

La frase che deve esserci

Attenzione, perché la retrodatazione non è automatica. Dipende da cosa il medico scrive nel certificato.

Nel documento telematico deve comparire una dichiarazione specifica, quella in cui si attesta che il paziente dichiara di essere ammalato da una certa data. E quella data deve essere il giorno immediatamente precedente alla visita.

Se quella attestazione non viene riportata, il certificato parte dal giorno della visita. Niente giorno prima.

è un dettaglio che vale una giornata di tutela, ed è quindi legittimo chiedere al proprio medico che venga inserito.

Un giorno solo, non di più

Il beneficio ha un limite preciso.

Si può retrodatare di un giorno e basta. Non è riconosciuta una decorrenza anteriore superiore alle ventiquattro ore.

Quando invece non si può

Ci sono situazioni in cui la regola non si applica, e sono quelle che riguardano il fine settimana e le feste.

Se il giorno precedente cade di sabato, di domenica o in una festività infrasettimanale, la retrodatazione è esclusa.

In quei casi il riferimento diventa un altro: i servizi di continuità assistenziale, quella che tutti chiamano ancora guardia medica.

Perché è stato deciso

Le motivazioni indicate dall’Istituto raccontano qualcosa che chiunque abbia provato a prendere un appuntamento riconoscerà.

L’INPS richiama la trasformazione dell’assistenza territoriale e la progressiva riduzione del numero dei medici di medicina generale. A questo si aggiungono l’aumento dei carichi di lavoro e dei compiti organizzativi e assistenziali affidati ai professionisti.

C’è poi la prassi, ormai diffusa, di programmare gli accessi negli ambulatori per evitare il sovraffollamento delle sale d’attesa e proteggere i pazienti.

Messe insieme, quelle condizioni fanno sì che il medico non sempre riesca a visitare qualcuno entro il giorno successivo, né a domicilio né in studio. La nuova interpretazione serve a evitare che sia il lavoratore a pagarne le conseguenze.

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Cosa fare in pratica

Se vi ammalate e non riuscite a farvi visitare lo stesso giorno, la cosa utile è una sola.

Quando arrivate dal medico, ditegli da quando state male. E verificate che nel certificato sia indicata la decorrenza corretta.

Perch la differenza fra un certificato che parte oggi e uno che parte ieri non la fa la vostra memoria: la fa quella riga.

Sul tema della malattia e dei controlli INPS abbiamo gi scritto delle visite fiscali 2026: orari di reperibilità e cosa rischia chi non è a casa.

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