Arteriole, i minuscoli vasi che regolano il sangue: cosa accade quando si restringono
Sono piccolissime, ma possono modificare in pochi istanti la quantità di sangue che raggiunge un tessuto. Le arteriole sono vasi sanguigni collocati tra le arterie e i capillari: restringendosi o dilatandosi regolano il flusso locale e contribuiscono alla gestione della pressione arteriosa. Il loro diametro varia a seconda dell’organo e generalmente misura da poche decine ad alcune centinaia di micrometri.

Per capire la loro funzione bisogna seguire il percorso del sangue. Le arterie lo trasportano dal cuore verso gli organi a una pressione elevata. Le arteriole proseguono questa rete distribuendo il sangue verso vasi progressivamente più piccoli, fino ai capillari.
È a livello capillare che avvengono gli scambi di ossigeno, nutrienti e prodotti di scarto con i tessuti. Terminato questo passaggio, le venule raccolgono il sangue impoverito di ossigeno e lo indirizzano verso il sistema venoso.
Le arteriole sono quindi presenti in tutti i distretti nei quali i tessuti devono ricevere sangue.
Come un’arteriola può modificare il proprio diametro
La capacità di regolare il passaggio del sangue dipende dalla struttura della parete vascolare.
All’interno si trova l’endotelio, un sottile strato a diretto contatto con il sangue. Attorno è presente il muscolo liscio, capace di contrarsi e rilassarsi.
Quando la muscolatura si contrae si verifica una vasocostrizione: il diametro dell’arteriola diminuisce, lo spazio disponibile per il sangue diventa più stretto, aumenta la resistenza e si riduce il flusso locale.
Il meccanismo opposto è la vasodilatazione. Il rilassamento della muscolatura amplia il vaso e permette al sangue di raggiungere più facilmente il letto capillare.
L’organismo può così adattare continuamente l’irrorazione alle necessità dei diversi tessuti.
Durante l’attività fisica, per esempio, le arteriole che portano sangue ai muscoli impegnati possono dilatarsi maggiormente. Con il freddo può invece verificarsi un restringimento di quelle della pelle, riducendo la dispersione di calore.
Perché influenzano la pressione arteriosa
Le arteriole vengono definite anche “vasi di resistenza” per la loro capacità di influenzare la resistenza incontrata dal sangue durante la circolazione.
Se numerose arteriole si contraggono contemporaneamente, la pressione arteriosa può aumentare. Il loro rilassamento può produrre l’effetto opposto.
La variazione del calibro permette anche di distribuire il flusso sanguigno in base alle necessità dell’organismo. Durante uno sforzo può arrivare più sangue ai muscoli; quando occorre disperdere calore, il flusso verso la pelle può aumentare; dopo un pasto cambia invece la richiesta proveniente dall’apparato digerente.
È in questa porzione della circolazione che il sangue proveniente dalle arterie viene progressivamente indirizzato verso la microcircolazione.
Una volta raggiunti, i capillari non presentano tutti le stesse caratteristiche. In relazione all’organo possono essere continui, fenestrati oppure sinusoidali.
Cosa può succedere alle arteriole con l’ipertensione
Alcune malattie possono modificare le caratteristiche dei piccoli vasi.
L’ipertensione arteriosa può esporre le arteriole a un progressivo ispessimento e a una perdita di elasticità. Queste alterazioni possono, a loro volta, contribuire al mantenimento di valori pressori elevati.
Anche il diabete può danneggiare i piccoli vasi sanguigni. Le conseguenze possono interessare, tra gli altri distretti, la retina e i reni. In questi casi si parla di microangiopatia.
Alterazioni delle arteriole possono comparire anche in presenza di vasculariti, alcune malattie autoimmuni e microangiopatie trombotiche.
Non esiste però un unico esame destinato a valutare questi vasi in ogni situazione. Gli accertamenti cambiano in relazione al distretto interessato e al problema sospettato.
Quali esami possono controllare i piccoli vasi
Il fondo oculare permette di osservare i piccoli vasi della retina. Quando l’attenzione riguarda il rene, possono essere utilizzate analisi del sangue e delle urine.
La misurazione della pressione consente invece di rilevare eventuali alterazioni pressorie.
In presenza di un sospetto ictus possono essere necessari esami di imaging cerebrale. In altre circostanze il medico può ricorrere al Doppler o all’angioscanner, scegliendo l’accertamento in base alla situazione clinica.
Le arteriole rappresentano dunque il tratto della rete vascolare nel quale la circolazione passa dalla distribuzione attraverso le arterie all’arrivo del sangue nella rete capillare. La possibilità di modificare rapidamente il proprio calibro permette di indirizzare il flusso verso i tessuti in funzione delle richieste dell’organismo.
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