“Se io fossi un angelo” di Lucio Dalla – Canzone contro la guerra (VIDEO)

"Se io fossi un angelo" di Lucio Dalla è una canzone contro la guerra che parla di un angelo particolare. Scopriamolo.

"Se io fossi un angelo" di Lucio Dalla

Se io fossi un angelo” è una canzone scritta da Lucio Dalla e pubblicata nel 1986. Il cantante immagina di essere un angelo particolare. Scopriamolo.

“Se io fossi un angelo” – Lucio Dalla

Lucio Dalla è stato un cantautore italiano innovativo e versatile, un ricercatore ed esploratore della musica, in suoni e parole.
In “Se io fossi un angelo” ha immaginato di essere un angelo particolare, come in pochi lo immagineremmo: dalla parte di coloro che soffrono ma ‘scortese’ con coloro che fanno soffrire e lo ascoltiamo nell’espressione “poi sulla testa vi piscerei”.

Un angelo invisibile che girerebbe tutto il mondo, lo definisce proprio uno “zingaro” (senza dimora né casa), accanto a chi soffre per la guerra (E se non mi abbattono anche coi russi parlerei), accanto a chi è invisibile per la società stessa, gli emarginati.

Un angelo che non ha paura di mischiarsi in una guerra per trovare la pace e di parlare con Dio per digli: “I potenti, che mascalzoni, e tu cosa fai, li perdoni?”. Una conversazione tra l’uomo e Dio.

Forse la volontà di Lucio Dalla era quella di esprimere proprio questa ricerca della pace tramite un essere sì divino, com’è la rappresentazione di un angelo, ma senza trascendere troppo nel divino stesso?

É un angelo che “trasgredisce” alle regole dell’essere “troppo buono” con tutti. No! Ai fomentatori della guerra “piscerebbe in testa”! Un angelo che non starebbe mai seduto alle processioni e che piuttosto si fumerebbe una Marlboro. Un angelo intollerante alle ingiustizie.

Lo definisce comunque un buon angelo perché il nero e il bianco sono presenti in ciascuno di noi, perfino in un angelo che vuole la pace. “Gli angeli non li vedi ma sono tra gli uomini e sono i più poveri e i più soli”.

L’inferno? Forse lo viviamo già sulla terra.

Testo della canzone

Se io fossi
Un angelo
Chissà cosa farei

Alto biondo
Invisibile
Che bello che sarei
E che coraggio avrei

Sfruttandomi
Al massimo
È chiaro
Che volerei

Zingaro, libero
Tutto il mondo
Girerei
Andrei in Afghanistan
E più giù in
Sud Africa
A parlare con
L’america
E se non
Mi abbattono
Anche coi russi
Parlerei

Angelo
Se io fossi un
Angelo
Con lo sguardo
Biblico
Li fisserei

Vi do’ due ore
Due ore al massimo
Poi sulla testa
Vi piscerei
Sui vostri traffici
Sui vostri dollari
Sulle vostre belle
Fabbriche
Di missili

Se io fossi un
Angelo
Non starei mai
Nelle processioni
Nelle scatole
Dei presepi

Starei seduto
Fumando una Marlboro
Al dolce fresco
Delle siepi

Sarei un buon angelo
Parlerei con Dio
Gli ubbiderei
Amandolo a modo mio
A modo mio
Gli parlerei
A modo mio

E gli direi

I potenti
Che mascalzoni
E tu cosa fai
Li perdoni
Ma allora
Sbagli anche tu
Ma poi non
Parlerei più

Un angelo
Non sarei più un
Angelo
Se con un calcio
Ti buttano giù
Al massimo
Sarei un diavolo
E francamente
Questo non mi và

Ma poi l’inferno
Cos’è?
A parte il
Caldo che fa

Non è poi
Diverso da qui
Perché io sento che
Son sicuro che

Io so che
Gli angeli
Sono milioni di
Milioni
E non li vedi
Nei cieli

Ma tra gli uomini
Sono i più poveri
E i più soli
Quelli presi
Tra le reti

E se tra gli uomini
Nascesse ancora Dio
Gli ubbiderei
Amandolo a modo mio
A modo mio
A modo mio
A modo mio