68 casi in Italia e raccomandazioni prorogate al 2027: perché per l’Oms l’mpox è ancora un’emergenza

Avvertenza. Questo contenuto ha finalità informative e divulgative. Non sostituisce il parere del medico, la diagnosi o la prescrizione di un professionista sanitario. In caso di sospetta esposizione o di sintomi rivolgersi al medico curante o a un centro di malattie infettive.

Provette in laboratorio per analisi molecolari, riferimento alla sorveglianza sull'mpox e ai test diagnostici

In Italia le notifiche di mpox da clade Ib sono 78 dal gennaio 2024. Cinque sono arrivate nelle sole sei settimane tra il 6 luglio e il 16 agosto 2026. L’Organizzazione mondiale della sanità conferma che l’epidemia resta un’emergenza sanitaria di grado elevato e ha prorogato le proprie raccomandazioni fino ad agosto 2027. Il rischio globale è classificato come moderato.

Cosa dice la valutazione di agosto

L’Oms ha condotto una nuova valutazione rapida del rischio nell’agosto 2026.

Il rischio complessivo per la sanità pubblica su scala globale è stato giudicato moderato.

La valutazione distingue però tre livelli. Moderato per le persone con più partner sessuali. Moderato per i bambini nelle aree storicamente endemiche. Basso per tutti gli altri.

La situazione in Italia

Il nostro Paese rientra tra quelli in cui viene rilevata la circolazione del clade Ib del virus.

Le notifiche italiane relative a questo clade sono 78 dal gennaio 2024.

Nelle ultime sei settimane monitorate dal rapporto ne sono state registrate cinque.

L’Italia compare anche in un altro passaggio del documento. Il primo caso segnalato dal Cile riguarda un uomo adulto che aveva viaggiato di recente proprio in Italia e in Spagna.

Come si trasmette

Su questo punto il rapporto è esplicito e riguarda la salute pubblica, non una categoria di persone.

La trasmissione interessa in via principale alcuni gruppi attraverso i rapporti sessuali. Seguono poi la diffusione all’interno delle famiglie e i focolai nella comunità.

Fuori dall’Africa centrale e orientale la trasmissione comunitaria del clade Ib è stata segnalata in nove Paesi europei: Cechia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Regno Unito.

All’interno di questi contesti il documento indica reti sessuali di uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e reti di persone che si prostituiscono.

I numeri globali

Il quadro complessivo copre un anno e mezzo di rilevazioni.

Dal primo gennaio 2025 al 31 luglio 2026 sono stati confermati 65.784 casi in 105 Paesi, con 264 decessi.

Nel solo mese di luglio 2026 le segnalazioni sono state 1.370, provenienti da 32 Paesi, con sette decessi. Il tasso di letalità del mese si attesta allo 0,5 per cento.

Circa tre quarti di quei casi provengono dalla Regione africana.

Dove i casi salgono e dove scendono

Il confronto con giugno mostra andamenti opposti a seconda delle aree.

L’unica Regione in aumento è quella africana, con un incremento del 17 per cento, da 877 a 1.025 casi.

Le altre calano. Le Americhe registrano un meno 94 per cento, da 133 a 8 casi. Il Pacifico occidentale un meno 56, da 204 a 90. L’Europa un meno 22, da 315 a 247. Il Sud-Est asiatico passa da 36 casi a zero.

Dalla Regione del Mediterraneo orientale non sono arrivate segnalazioni.

Il Madagascar è l’epicentro

Un solo Paese concentra oltre la metà dei casi confermati nel mese di luglio.

Il Madagascar sta affrontando la più estesa epidemia di mpox della Regione africana e del mondo. Al 16 agosto 2026 aveva segnalato 3.436 casi confermati e 22 decessi.

Nell’ultima settimana rilevata i casi sono stati 156, con una positività ai test del 67 per cento. È un valore che indica trasmissione in corso e una sorveglianza non abbastanza sensibile.

Il 65 per cento dei distretti risulta interessato: 75 su 115.

La campagna vaccinale è stata rafforzata e 111.508 persone hanno ricevuto almeno una dose del vaccino MVA-BN. L’epidemia non è ancora sotto controllo.

Il caso dell’Angola

Il secondo Paese per numero di segnalazioni ha una geografia particolare.

Al 16 agosto l’Angola contava 274 casi confermati e un decesso. Dopo casi sporadici nel 2024 e nel 2025, l’impennata è arrivata da metà maggio 2026.

Otto province su ventuno hanno segnalato casi, ma il 70 per cento si concentra in una sola: Cabinda.

Si tratta di un’exclave separata dal resto del territorio angolano da una striscia di terra della Repubblica Democratica del Congo, con un rischio rilevante di diffusione oltre confine.

I due Paesi che non erano mai stati colpiti

Nell’ultimo periodo due Stati hanno segnalato per la prima volta casi di clade Ib.

Il Cile ha notificato il proprio caso iniziale il 31 luglio 2026.

L’Ungheria ha registrato il primo contagio in un uomo che aveva viaggiato di recente in Estonia e in Spagna.

Tra i Paesi con il maggior numero di casi cumulativi di clade Ib figurano Spagna con 241, Francia con 173, Portogallo con 162, Germania con 140 e Regno Unito.

Cosa sta facendo l’Oms

Le raccomandazioni permanenti del direttore generale, emanate ai sensi del Regolamento sanitario internazionale, sono state prorogate fino ad agosto 2027.

“Tutti i Paesi sono fortemente incoraggiati a mantenere la sorveglianza e la notifica di Mpox, unitamente ad attività coordinate di preparazione e risposta in tutti i settori tecnici, come da linee guida”, indica l’organizzazione.

Il 27 agosto 2026, ad Addis Abeba, è stata lanciata un’iniziativa globale che coinvolge più partner per migliorare l’accesso ai vaccini. Il nuovo meccanismo rientra nel Gruppo internazionale di coordinamento per la fornitura di vaccini e consente ai Paesi di richiedere dosi destinate alla risposta ai focolai.

Vaccini e test disponibili

Tra l’agosto 2024 e il giugno 2026 diciannove Paesi africani hanno distribuito vaccini contro l’mpox nell’ambito della risposta alle epidemie.

Il 31 luglio sono state assegnate all’Angola 50mila dosi aggiuntive. Dal settembre 2026 i Paesi possono presentare richiesta attraverso il coordinamento internazionale.

Sul fronte diagnostico, al 19 agosto 2026 dodici test di amplificazione dell’acido nucleico risultavano inseriti nell’elenco per l’uso d’emergenza, mentre uno era in valutazione.

Cosa significa per chi vive in Italia

Il rischio indicato dall’Oms per la popolazione generale è basso.

Resta invece moderato per chi ha più partner sessuali, ed è su quella indicazione che si concentra l’attenzione delle autorità sanitarie europee.

Chi ritiene di essere stato esposto al virus, o nota lesioni cutanee comparse dopo un contatto stretto, può rivolgersi al proprio medico o a un centro di malattie infettive. La valutazione clinica e l’eventuale test spettano allo specialista.

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