Crampi ai polpacci di notte: perché il magnesio spesso non serve e cosa controllare davvero

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Chi soffre di crampi frequenti o segue una terapia farmacologica deve rivolgersi al proprio curante prima di modificare i farmaci o iniziare un integratore.

Persona seduta sul letto di notte che si tiene il polpaccio per un crampo notturno

Fino a sei adulti su dieci riferiscono di aver avuto crampi notturni alle gambe, quasi sempre al polpaccio. La risposta più diffusa è una bustina di magnesio prima di dormire. La revisione Cochrane più aggiornata sul magnesio nei crampi muscolari, pubblicata il 21 settembre 2020, arriva però a un’altra conclusione. Negli adulti con crampi senza una causa riconoscibile l’integratore difficilmente cambia qualcosa. Chi si sveglia di notte con il polpaccio contratto ha più da guadagnare guardando altrove: i farmaci che assume, la circolazione, le abitudini posturali.

Cosa dicono gli studi sul magnesio

La revisione ha raccolto 11 studi randomizzati per un totale di 735 partecipanti. Cinque riguardavano adulti con crampi idiopatici, cioè senza una malattia che li spieghi: 271 persone, con età media compresa tra 61,6 e 69,3 anni. Dopo quattro settimane chi prendeva magnesio aveva in media 0,18 crampi in meno a settimana rispetto a chi prendeva il placebo. La differenza non è statisticamente significativa. Anche la quota di persone con un calo dei crampi di almeno un quarto era la stessa nei due gruppi. Nessuna differenza nemmeno su intensità e durata del dolore.

Gli autori concludono che è improbabile che il magnesio offra una prevenzione clinicamente rilevante agli adulti più anziani. Servono due precisazioni. Per i crampi in gravidanza gli studi sono pochi, di qualità bassa e in contrasto tra loro, quindi il giudizio resta sospeso. Sui crampi da sforzo fisico non esiste alcuno studio randomizzato.

C’è poi il capitolo degli effetti indesiderati. I disturbi gastrointestinali, soprattutto la diarrea, hanno riguardato dall’11 al 37 per cento di chi assumeva magnesio, contro il 10-14 per cento dei gruppi di controllo. La revisione valuta la prevenzione dei crampi. Una carenza di magnesio accertata con gli esami è un’altra questione, e la gestisce il medico.

Da dove nasce il crampo notturno

Il meccanismo esatto non è noto. Secondo la rassegna sui crampi notturni pubblicata su American Family Physician, i crampi dipendono con ogni probabilità da affaticamento muscolare e da una disfunzione dei nervi, più che da squilibri di sali minerali. In pratica i neuroni che comandano il muscolo scaricano impulsi in modo anomalo e il polpaccio si contrae senza alcun ordine volontario.

A questo si aggiunge un’ipotesi meccanica. Muscoli e tendini del polpaccio restano accorciati per molte ore, sulla sedia durante il giorno e a letto con la punta del piede rivolta in basso. Un muscolo che lavora poco in allungamento sarebbe più esposto alla contrazione improvvisa.

La stessa rassegna elenca le condizioni associate ai crampi notturni: malattie vascolari, stenosi del canale lombare, cirrosi, emodialisi, gravidanza.

Crampo o gambe senza riposo: come distinguerli

I due disturbi colpiscono di sera e vengono spesso confusi, ma si presentano in modo diverso. Il crampo è una contrazione improvvisa e dolorosa. Il muscolo diventa duro al tatto, l’episodio dura da pochi secondi ad alcuni minuti e si risolve allungando il polpaccio.

Nella sindrome delle gambe senza riposo non c’è un muscolo contratto. C’è un bisogno difficile da trattenere di muovere le gambe, con formicolio o una sensazione di fastidio che compare a riposo e si attenua camminando. È un disturbo che peggiora in presenza di carenza di ferro e che ha terapie proprie.

Al medico di solito bastano il racconto dei sintomi e la visita per distinguere il crampo dalle gambe senza riposo, dalla claudicatio, dalla miosite e dalla neuropatia periferica. Esami di laboratorio e test specialistici in genere non servono.

Cosa ha mostrato lo studio sullo stretching serale

Uno studio randomizzato olandese sullo stretching prima di dormire ha coinvolto 80 adulti sopra i 55 anni con crampi notturni. Metà di loro ha eseguito ogni sera, subito prima di coricarsi, esercizi di allungamento del polpaccio e dei muscoli posteriori della coscia. Dopo sei settimane il gruppo dello stretching aveva 1,2 crampi in meno per notte rispetto al gruppo di controllo. Il dolore era più basso di 1,3 centimetri su una scala visiva di 10.

Il risultato è incoraggiante ma va letto con prudenza. Lo studio è uno solo, il campione è piccolo e i partecipanti sapevano a quale gruppo appartenevano. La rassegna americana parla infatti di prove limitate.

L’esercizio di base è la flessione dorsale della caviglia:

  • in piedi di fronte a una parete, con le mani appoggiate al muro;
  • una gamba arretrata, con il ginocchio disteso e il tallone a terra;
  • il ginocchio anteriore si piega fino a sentire tensione nel polpaccio, senza dolore;
  • la posizione si mantiene senza molleggiare, poi si cambia gamba.

Durante un crampo vale lo stesso principio: tirare la punta del piede verso di sé allunga il muscolo contratto. Chi ha problemi di equilibrio o alle articolazioni può farsi mostrare una variante da seduto da un fisioterapista.

Quali farmaci controllare insieme al medico

I farmaci con il legame più solido con i crampi sono pochi e di uso specifico: ferro saccarato per via endovenosa, estrogeni coniugati, raloxifene, naprossene, teriparatide. L’incidenza resta comunque molto bassa.

Per diuretici, statine e broncodilatatori a lunga durata il segnale arriva da uno studio sulle prescrizioni. Nell’anno successivo all’inizio di queste terapie aumentavano le ricette di chinino, il vecchio rimedio contro i crampi. Gli stessi autori della rassegna avvertono che il dato è confuso da altri fattori, come il peggioramento delle malattie di base.

Nessuna terapia va sospesa di propria iniziativa. È utile annotare quando sono cominciati i crampi e portare al medico l’elenco completo dei farmaci, integratori compresi.

Quando serve una visita

Alcuni segnali meritano un controllo:

  • dolore al polpaccio che compare camminando e passa da fermi;
  • gambe gonfie e pesanti la sera, con vene varicose evidenti;
  • formicolii persistenti, perdita di sensibilità o di forza;
  • crampi che interessano anche altri muscoli del corpo;
  • episodi più volte a settimana che compromettono il sonno;
  • gonfiore, calore e dolore a una gamba sola, che richiedono una valutazione urgente.

Il chinino, prescritto per decenni contro i crampi notturni, oggi non è più raccomandato.

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