Svapo passivo, cosa respira chi è vicino a una sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica non produce il fumo derivante dalla combustione del tabacco, ma questo non rende innocuo ciò che viene rilasciato nell’ambiente. Il dispositivo riscalda un liquido e genera un aerosol che può contenere nicotina, particelle fini e altre sostanze alle quali vengono esposte anche le persone che si trovano nelle vicinanze.

Giovane donna esposta all'aerosol di una sigaretta elettronica in un ambiente domestico

La differenza rispetto alla sigaretta tradizionale è rilevante: l’assenza della combustione riduce l’esposizione a numerosi prodotti cancerogeni presenti nel tabacco bruciato. Non significa, però, che respirare involontariamente l’aerosol prodotto durante lo svapo sia privo di possibili conseguenze.

Tra i componenti che possono essere presenti figurano nicotina, propilene glicole, glicerina vegetale, aromi, particelle fini e composti organici volatili. In alcuni casi possono comparire anche tracce di metalli provenienti dal dispositivo.

Nel breve periodo alcune persone riferiscono disturbi come irritazione alla gola, tosse, mal di testa, nausea, difficoltà respiratoria o vertigini.

Cosa succede all’aerosol quando si svapa in una stanza

Quella che può apparire come una nuvola destinata a scomparire rapidamente è composta da microgocce che si disperdono nell’ambiente.

La loro permanenza nell’aria non è sempre uguale. Dipende dalle dimensioni del locale, dalla ventilazione, dalla potenza della sigaretta elettronica, dal liquido utilizzato e dalla frequenza con cui vengono effettuati i tiri.

Una stanza piccola e poco ventilata, una camera o l’abitacolo di un’automobile possono quindi aumentare l’esposizione delle altre persone presenti.

Tra le sostanze alle quali prestare attenzione c’è la nicotina. Può essere inalata anche da chi non sta utilizzando la sigaretta elettronica, sebbene le quantità siano generalmente inferiori rispetto a quelle alle quali viene esposta una persona attraverso il fumo passivo delle sigarette tradizionali.

La dispersione nell’aria, inoltre, non rappresenta l’unico aspetto da considerare.

I residui possono depositarsi su divani, tende e vestiti

Alcune sostanze possono rimanere sulle superfici e sui tessuti presenti nell’ambiente. Vestiti, tende e divani possono trattenere parte dei residui prodotti dallo svapo.

Si parla in questo caso di esposizione terziaria. Le conoscenze disponibili su questo fenomeno sono ancora inferiori rispetto a quelle accumulate sull’esposizione terziaria legata al tabacco.

Il problema diventa quindi diverso da quello percepibile immediatamente dopo un tiro: la scomparsa visiva dell’aerosol non coincide necessariamente con la completa assenza di residui nell’ambiente.

Per limitare l’esposizione degli altri, la scelta indicata è svapare all’aperto e ventilare regolarmente gli ambienti. Utilizzare la sigaretta elettronica sul balcone o vicino a una finestra può ridurre l’esposizione interna, ma non sempre la elimina, perché l’aria può riportare l’aerosol all’interno.

Perché serve maggiore prudenza con bambini e adolescenti

Bebè, bambini e adolescenti richiedono una particolare attenzione. Respirano più rapidamente degli adulti e presentano vie respiratorie più sensibili.

Lo svapo passivo in casa o all’interno di un’automobile può favorire tosse, irritazione bronchiale, respiro sibilante o altri disturbi respiratori, soprattutto nei bambini con asma o maggiormente fragili.

C’è anche l’esposizione alla nicotina. La presenza abituale di prodotti contenenti questa sostanza può rendere più familiare il gesto dello svapo agli occhi dei giovani e aumentarne l’attrattiva.

Un ulteriore rischio domestico riguarda direttamente i liquidi utilizzati per riempire alcuni dispositivi. L’esposizione accidentale di un bambino a un liquido contenente nicotina può essere seria. Per questo gli e-liquid devono essere conservati fuori dalla loro portata.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

Svapo in gravidanza, perché evitare l’esposizione alla nicotina

La prudenza aumenta durante la gravidanza.

La nicotina può produrre effetti indesiderati sullo sviluppo fetale. L’indicazione riportata è quindi quella di evitare l’esposizione, compresa quella derivante dall’aerosol prodotto da altre persone.

Questo significa considerare anche situazioni quotidiane nelle quali lo svapo può sembrare poco rilevante, come la permanenza nella stessa stanza o in automobile.

Proprio l’auto rappresenta uno degli ambienti nei quali la concentrazione dell’aerosol può diventare più significativa a causa dello spazio ridotto. La precauzione indicata è quindi non svapare in automobile quando sono presenti altri passeggeri.

Come ridurre lo svapo passivo in casa e in auto

Per diminuire l’esposizione involontaria, le precauzioni riguardano soprattutto il luogo nel quale viene utilizzata la sigaretta elettronica.

Svapare all’esterno evita di liberare direttamente l’aerosol negli ambienti condivisi. In casa è utile mantenere un ricambio regolare dell’aria, ricordando però che aprire una finestra non equivale necessariamente a impedire ogni esposizione se si continua a svapare all’interno.

Anche posizionarsi accanto a una finestra aperta non offre una separazione completa: una parte dell’aerosol può rientrare nella stanza a seconda del movimento dell’aria.

Particolare cautela va riservata agli spazi piccoli e chiusi e alle situazioni nelle quali sono presenti bambini, adolescenti, donne in gravidanza o persone con fragilità respiratorie.

La sigaretta elettronica elimina la combustione tipica della sigaretta tradizionale, ma non elimina ciò che viene immesso nell’aria. Ed è proprio quello che rimane dopo che la nuvola è scomparsa a spiegare perché lo svapo passivo non dovrebbe essere considerato automaticamente innocuo.

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