Microbioma intestinale, a cosa serve e come prendercene cura

Perché i batteri intestinali sono così importanti e come ripristinare l'equilibrio naturale.

Microbioma intestinale.

Spesso si dice che l’intestino sia il ‘secondo cervello‘. Ebbene, è davvero così.

Il secondo cervello nell’intestino è il sistema nervoso enterico (SNE) che comprende oltre 100 milioni di cellule nervose in costante comunicazione con il cervello. Quindi, possiamo avere mal di stomaco anche quando siamo nervosi.

Gli scienziati, come spiegato dal gastroenterologo Charles S. Saha su WebMd.com, parlano di connessione intestino-cervello e svolge un ruolo significativo nella salute fisica ed emotiva.

L’intestino e il cervello, infatti, sono collegati tramite il nervo vago, che è anche responsabile dell’invio di messaggi a molti altri organi, compresi cuore e polmoni.

Uno dei componenti più importanti nel modo in cui questi messaggi vengono trasmessi e ricevuti è il microbioma intestinale, che è costituito da microrganismi (funghi, virus e batteri). La maggior parte di questi microrganismi fa bene e aiuta il corpo a digerire il cibo e a regolare il sistema immunitario.

Tuttavia, uno squilibrio nel microbioma può anche contribuire o influenzare alcune malattie, tra cui malattie cardiache, diabete, obesità, disturbi gastrointestinali come la sindrome dell’intestino irritabile e condizioni di salute mentale come depressione e ansia.

Ora, la salute del microbioma intestinale è influenzata da molti fattori diversi, ma la genetica, lo stile di vita e l’alimentazione svolgono un ruolo primario.

La buona notizia è che c’è molto che possiamo fare per aiutare a mantenere e a migliorare il sano equilibrio microbico dell’intestino.

Ecco tre semplici modi per raggiungere questo obiettivo:

  • Esercitarsi regolarmente: gli studi dimostrano che l’esercizio può aumentare il numero di specie microbiche benefiche che esistono nell’intestino;
  • Seguire un’alimentazione nutriente: optare per cibi integrali ricchi di fibre piuttosto che cibi troppo elaborati e ricchi di grassi e zuccheri, che possono distruggere alcuni tipi di batteri buoni;
  • Assumere integratori probiotici.

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