Scambiata per sinusite, era un ictus: il dramma di una mamma di 26 anni dopo il parto
Una giovane madre di tre figli ha scoperto di aver avuto un ictus soltanto dopo che i sintomi iniziali erano stati scambiati per una semplice sinusite. La vicenda riguarda Paige Carr, 26 anni, residente nel Regno Unito, colpita da un ictus appena due settimane dopo la nascita della figlia Isla.
Nei giorni precedenti al malore, la donna aveva iniziato a sentirsi male, accusando vertigini, instabilità e un generale senso di debolezza. Dopo essersi rivolta ai medici, le era stata diagnosticata una’infezione ai seni paranasali e prescritta una terapia antibiotica.
Le sue condizioni, però, sono peggiorate rapidamente.
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“Il mio braccio destro è diventato improvvisamente insensibile”
Paige ha raccontato che tutto è precipitato mentre si trovava sotto la doccia.
“Sono entrata in doccia sperando di sentirmi meglio, ma improvvisamente il mio braccio destro è diventato insensibile”.
La famiglia ha immediatamente chiamato un’ambulanza, ma secondo la donna anche i soccorritori inizialmente non avrebbero sospettato un ictus.
La famiglia ha quindi deciso di raggiungere autonomamente l’ospedale.
“Nel parcheggio del pronto soccorso, la mia gamba destra ha iniziato a diventare pesante e trascinavo il piede dietro di me”.
La scoperta dei coaguli nel cervello e nel polmone
Nonostante Paige non presentasse quelli che vengono considerati i sintomi “classici” dell’ictus, un’infermiera specializzata ha insistito affinché venisse eseguita una TAC urgente.
L’esame ha mostrato coaguli di sangue su entrambi i lati del cervello, responsabili dell’ictus, oltre a un ulteriore coagulo presente in un polmone.
La donna è stata immediatamente sottoposta a terapia anticoagulante con iniezioni fluidificanti e trasferita nel reparto ictus.
La diagnosi è arrivata appena due settimane dopo il parto della figlia Isla.
Nel frattempo Paige si stava occupando anche degli altri due figli:
- Lucas, di 3 anni
- Jessica, che all’epoca aveva soltanto 11 mesi
“Trovarmi in un reparto ictus a 26 anni sembrava impossibile”
L’impatto psicologico della diagnosi è stato devastante.
“Avere 26 anni, una bambina di due settimane e ritrovarmi improvvisamente in un reparto ictus sembrava impossibile da comprendere. Non riuscivo a crederci”.
Dopo quattro giorni di ricovero, Paige è stata dimessa dall’ospedale, ma il percorso di recupero si è rivelato molto più lungo e complesso del previsto.
Sebbene gran parte della mobilità sia migliorata, la donna continua ad avere problemi alla vista.
Successivamente ha dovuto sottoporsi anche a una puntura lombare per ridurre la pressione intorno agli occhi, una procedura avvenuta proprio nel giorno del primo compleanno della figlia Jessica.
L’ictus le ha inoltre lasciato una debolezza persistente a entrambe le braccia a causa delle cicatrici cerebrali e oggi è in attesa di iniziare un percorso di neurofisioterapia.
“Anche tenere in braccio mia figlia è difficile”
Le conseguenze sulla vita quotidiana sono ancora pesanti.
“Attività quotidiane come tenere in braccio la mia bambina o cucinare sono ancora difficili”.
Paige racconta anche di convivere con una stanchezza cronica.
“La fatica è un altro sintomo costante per me. Alcuni giorni sono gestibili, altri invece mi sento completamente esausta”.
Il trauma psicologico dopo l’ictus
Oltre ai problemi fisici, la giovane madre ha dovuto affrontare un forte trauma emotivo.
“I primi mesi dopo l’ictus sono stati come vivere in un incubo. Continuavo a chiedermi: ‘Come può essere successo a me a 26 anni?’”.
“Non avrei mai immaginato che una persona della mia età, soprattutto subito dopo aver avuto un bambino, potesse avere un ictus”.
Paige racconta di sentirsi privata di una parte importante della propria vita.
“Mi sembrava che una parte della mia vita mi fosse stata portata via. Ho perso il primo giorno di scuola materna di Lucas, il primo compleanno di Jessica e i primi mesi di vita di Isla”.
“Penso di stare ancora elaborando il dolore per i ricordi e le esperienze che ho perso in quei mesi, ma col tempo sto lentamente iniziando ad accettarlo”.
Nonostante il lungo percorso ancora davanti a sé, Paige guarda al futuro con gratitudine.
“Anche se ho ancora molta strada da fare nel recupero, mi sento incredibilmente grata per i progressi fatti finora. Sto cercando di affrontare ogni giorno per quello che è e di essere la migliore madre e compagna possibile per la mia famiglia”.