Covid-19, “Siamo di fronte alla quinta ondata?”, il parere di Crisanti

Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova, ha parlato di quinta ondata di Covid-19.

Andrea Crisanti, virologo
Andrea Crisanti, virologo

Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, ad Adnkronos Salute ha affermato: “Siamo di fronte alla quinta ondata di Covid? Non lo so. Ma io avrei liberalizzato tutto e subito a partire da fine gennaio. Non avrei aspettato, perché aspettare è stato controproducente”.

Crisanti ha osservato: “Credo che anche i ricoveri aumenteranno nei prossimi giorni. Ma la sottovariante Omicron 2“, che sta crescendo velocemente in Italia e nel mondo, “non lascia scelta: bisogna proteggere i fragili, non c’è nient’altro da fare. Non si può fare nulla con questi livelli di trasmissione, non funziona nessuna misura parziale. Quindi proseguiamo con le riaperture”.

“Fermarle – ha proseguito Crisanti – non serve contro un virus che ha un indice di contagio così alto. Se mi piace la ‘roadmap’ che dovrebbe portare al nostro ‘freedom day’? Aspettare non aiuta e non ha aiutato”.

“Aspettando è successo che le persone che si infettano adesso di fatto sono più vulnerabili, perché è passato più tempo dalla vaccinazione e dall’ultima volta che si sono infettati. Non sto dicendo che avremmo dovuto seguire la linea della Gran Bretagna. Avremmo dovuto trovare una via italiana per aprire tutto e proteggere i vulnerabili. L’alternativa ce l’abbiamo ed è questa”, ha concluso Crisanti.

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