Avviso. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun caso il parere di un medico. Le indicazioni di carattere generale riportate nella seconda parte del testo non si riferiscono al caso descritto e non consentono alcuna valutazione sulle condizioni della persona interessata. Chi presenta sintomi deve rivolgersi al proprio medico curante.
“Non sono scomparsa”. Regina Baresi ha scelto i social per spiegare la propria assenza, e lo ha fatto da un letto del San Raffaele di Milano.
L’ex calciatrice dell‘Inter, oggi opinionista, è ricoverata per un’infezione renale. Nel suo messaggio ha voluto mettere subito una rassicurazione.
Il post si apre con una battuta sul proprio carattere.
“‘Se volevo essere paziente mi facevo ricoverare’. Eccomi, non sono scomparsa”.
Poi il quadro clinico, raccontato da lei stessa.
“Sono qui da martedì sera e dovrò rimanerci ancora per un pochino di giorni, per fortuna niente di grave ho un’infezione renale con due piccoli ascessi che spero si risolvano entro la fine della prossima settimana”.
E la chiusura, con l’ironia di chi sta meglio: “P.S. Per fortuna ho la dieta libera!”.
Ventiquattro ore al pronto soccorso
In un secondo messaggio, dedicato al compagno, ha raccontato come è cominciata.
“Siamo arrivati al PS che stavo malissimo, abbiamo passato la notte vicini con la paura della febbre a 39,5 che non scendeva”.
Il ricovero è arrivato soltanto dopo un giorno intero: “Dopo 24 ore di attesa il ricovero. Giorni chiusa qui dentro, giorni in cui misuravamo la febbre sperando scendesse”.
Il resto del messaggio è un ringraziamento al compagno, che le è rimasto accanto per tutta la degenza fra i turni di lavoro e le corse in ospedale. “Sei stato la mia cura. Sei la mia cura”, ha scritto.
Che cos’è un’infezione renale
Da qui in avanti il discorso non riguarda più il suo caso, ma il quadro generale.
L‘infezione renale, che in medicina prende il nome di pielonefrite, si verifica quando i batteri raggiungono il rene. Nella maggior parte dei casi risalgono dalle vie urinarie inferiori, cioè dalla vescica.
Si distingue dalla comune cistite proprio per la sede: la cistite resta confinata alla vescica, l’infezione renale coinvolge un organo che filtra il sangue. È il motivo per cui i sintomi generali sono più marcati.
Perché la febbre alta è un segnale
Il sintomo che distingue un’infezione delle basse vie urinarie da una che ha raggiunto il rene è proprio quello.
Nella cistite la febbre di solito è assente o modesta. Quando compare febbre elevata, spesso accompagnata da brividi, il quadro cambia e richiede una valutazione medica.
Ad accompagnare la febbre possono esserci dolore al fianco o alla schiena, nausea e malessere generale, oltre ai disturbi urinari.
Che cosa sono gli ascessi renali
Il termine che compare nel racconto merita una spiegazione.
Un ascesso è una raccolta di materiale purulento che si forma all’interno di un tessuto in risposta a un’infezione. Quando si sviluppa nel rene richiede un trattamento specifico e un periodo di osservazione.
La gestione dipende dalle dimensioni, dalla sede e dalle condizioni generali della persona, ed è una valutazione che spetta soltanto ai medici che seguono il caso.
Quando rivolgersi a un medico
Il principio vale per chiunque, a prescindere da questa vicenda.
Una febbre elevata che non scende, associata a dolore al fianco o a disturbi urinari, è una condizione da sottoporre a valutazione medica senza rinviare.
Non esistono criteri da applicare da soli davanti a uno schermo. Il riferimento è il proprio medico curante o, quando i sintomi sono importanti, il pronto soccorso.