Monica Guerritore, il tumore e le sei chemio: “Ora ho finito”

Monica Guerritore racconta il tumore scoperto ad aprile con un controllo periodico e i sei cicli di chemioterapia affrontati continuando a lavorare.

Questo articolo ha finalità informativa. Non sostituisce il parere del medico curante. Per dubbi su controlli, esami o terapie oncologiche rivolgiti al tuo medico o allo specialista di riferimento.

Monica Guerritore

Un controllo periodico, un valore fuori norma, e da lì tutto il resto. Monica Guerritore ha raccontato in un lungo videomessaggio sui social il tumore che l’ha colpita e i sei cicli di chemioterapia appena conclusi. Per mesi non ne aveva parlato con nessuno, fuori dalla cerchia più stretta.

Come è iniziato tutto

L’attrice, 68 anni, ha ricostruito la scoperta della malattia. “Era metà aprile e ad un controllo che faccio periodicamente uno dei valori era fuori norma, il CA 125“, ha raccontato.

La reazione è stata immediata: “Ho immediatamente preso contatto con il mio oncologo, il professor Cortesi. Pochi giorni dopo ho fatto la prima chemio, la prima di un ciclo di sei”.

Non era la prima volta che si trovava ad affrontare un tumore. Nel 2006 era stata operata al seno, ma in quel caso, ha spiegato, non c’era stata “necessità di chemio”.

La partenza per Nizza il giorno dopo la prima chemio

Il primo trattamento è arrivato alla vigilia di un impegno già fissato. “Ho fatto il primo trattamento il giorno prima di partire per Nizza, dove mi aspettavano due settimane di prove all’Opera per ‘Le Villi’. Nemmeno per un momento ho pensato di rinunciare. Ce la farò, mi sono detta, e sono partita”.

Quelle settimane, ha spiegato, si sono rivelate decisive: “La bellezza della musica, le messa in scena, Puccini, mi hanno distolto dal pensiero del cammino che avevo appena cominciato”.

Il ritorno a Roma e i primi capelli

Il momento più duro è arrivato dopo. Al rientro a Roma, tre settimane più tardi, sono comparsi gli effetti visibili delle cure.

“Le prime ciocche di capelli hanno cominciato a lasciarsi andare. Mi ricordo, ero sul divano, ho abbracciato mio marito, la mia roccia, e ho pianto”, ha raccontato.

La parrucca e il silenzio

Da lì in avanti Guerritore ha scelto di continuare. Ha lavorato, è salita sul palco, ha presentato il suo film su Anna Magnani e ha partecipato agli eventi pubblici. Gli effetti delle cure erano nascosti da una parrucca.

Il silenzio è stato una scelta consapevole, di cui ha parlato nel video: “A voi amiche del mondo chiedo scusa, non ne ho parlato, lo faccio ora con le mie parole, sinceramente”.

La fine del percorso

Oggi il ciclo è concluso. “Ora ho finito, ho finito tutte e sei le chemio. È andato tutto molto bene grazie alla straordinaria capacità dei nostri medici”, ha detto l’attrice.

Nel racconto c’è spazio anche per chi le è stato accanto: “Le mie figlie sempre vicino, mio marito sempre con me, mano nella mano giorno e notte”.

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Cosa dice sulla fragilità

Nel videomessaggio Guerritore ha aggiunto una riflessione personale sul periodo che ha preceduto la diagnosi: “Ci si ammala quando il corpo abbassa le difese immunitarie… Quel dato fuori norma era cresciuto all’improvviso per il dispiacere, per un’amarezza, e in quella fragilità ha trovato linfa”.

Su questo punto va fatta una precisazione. Si tratta di una lettura personale del proprio vissuto, non di una spiegazione medica accertata. La ricerca scientifica non ha stabilito un rapporto diretto di causa ed effetto tra un dispiacere e l’insorgenza di un tumore.

Il ruolo dei controlli periodici

C’è però un elemento della sua storia che ha un valore concreto per chiunque. La diagnosi non è arrivata per la comparsa di un sintomo, ma per un controllo di routine.

È stato un esame periodico a intercettare il valore alterato. Da quel dato è partito tutto il percorso: il contatto con l’oncologo, la diagnosi, l’avvio delle terapie nel giro di pochi giorni.

Che cos’è il CA 125

Il CA 125 è un marcatore tumorale, una proteina che si può dosare con un semplice prelievo di sangue. Un valore alterato non equivale a una diagnosi.

Il CA 125 può risultare aumentato anche in condizioni non tumorali. Per questo il dato va sempre letto da un medico, insieme alla storia clinica della persona e ad altri accertamenti.

Guerritore non ha reso noto il tipo di tumore diagnosticato.

Perché queste testimonianze contano

Non è la prima volta che l’attrice parla pubblicamente di un tumore. Lo aveva fatto nel 2006, dopo l’intervento al seno, e quella esperienza era diventata un’occasione per parlare di prevenzione.

Le testimonianze pubbliche non sostituiscono l’informazione medica. Possono però spingere qualcuno a prenotare quel controllo rimandato da mesi. Ed è forse questo il loro contributo maggiore.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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