Variante indiana del coronavirus è “doppio mutante”, è pericolosa?

In India, dopo alcuni mesi di stasi, i ricercatori hanno scoperto una nuova variante del coronavirus. Soprannominati il ​​doppio mutante, sono in realtà due mutazioni del virus che si uniscono per formare una nuova variante.

Come riportato su MaxiSciences.com, che sia sudafricana, britannica, brasiliana o bretone, si ha l’impressione che ogni giorno ci sia una nuova variante. Ma se la maggior parte di queste mutazioni non influisce sul comportamento del coronavirus, cosa succede se si tratta di una doppia mutazione come nel caso indiano?

La doppia mutazione è sinonimo di doppio pericolo? E i vaccini sono efficaci su questi nuovi ceppi? Questa è la domanda a cui stanno cercando di rispondere i ricercatori indiani che, intanto,  hanno notato un aumento del numero di campioni con le mutazioni E484Q e L452R, note per aumentare l’infettività e minacciare l’immunità dei pazienti.

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Interpellato dalla BBC, Randeep Guleri, direttore dell’Indian Institute of Medical Sciences (AIIMS) e membro della task force anti Covid nello Stato del Maharashtra, aveva già messo in guardia a febbraio sul «meccanismo di fuga immunitaria». Secondo il medico, questi ceppi «possono minacciare l’immunità acquisita da una persona attraverso la vaccinazione o la malattia e provocare la reinfezione».

Sebbene il rischio di reinfezione non possa essere escluso, gli scienziati affermano, tuttavia, che queste saranno molto lievi rispetto alle infezioni primarie nelle persone vaccinate o già guarite da un precedente caso di Covid-19.

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⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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