Lo graffia un pipistrello, bambino di 6 anni muore di rabbia

Un bambino di sei anni è morto a causa della rabbia che ha contratto dopo essere stato graffiato da un pipistrello infetto.

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Un bambino di sei anni è morto a causa della rabbia che ha contratto dopo essere stato graffiato da un pipistrello infetto.

Ryker Roque è morto domenica scorso in un ospedale di Orlando (USA) dopo aver toccato un pipistrello che suo padre Henry aveva trovato nel giardino e messo in un secchio.

Una settimana dopo le dita del bambino hanno cominciato a intorpidirsi e non poteva più camminare. Ha cominciato ad avere le allucinazioni e così i genitori lo hanno portato in ospedale.

Il bambino ha subito un trattamento sperimentale che ha guarito solo due pazienti negli Stati Uniti ma ha dovuto cedere alla malattia che è quasi sempre mortale.

Dopo che Ryker è stato graffiato sulla mano da un pipistrello, i suoi genitori hanno lavato accuratamente la ferita.

Circa una settimana dopo al bambino si sono intorpidite le dita, ha avuto un mal di testa e ha cominciato ad avere le allucinazioni.

Il bambino è stato portato all’ospedale dove le analisi hanno restituito il risultato peggiore: Ryker aveva la rabbia che è quasi sempre fatale quando si sviluppano sintomi neurologici.

Un vaccino somministrato dopo una ferita ma prima che si mostrino i sintomi quasi sempre previene la malattia ma per il bambino era troppo tardi.

Di conseguenze, al piccolo è stato somministrato un trattamento sperimentale chiamato Protocollo di Milwaukee.

Secondo il creatore del protocollo, Dr. Rodney Willoughby, questa procedura ha salvato almeno 2 bambini negli Stati Uniti e 18 persone in tutto il mondo.

Il trattamento consiste nel mettere il paziente in coma e somministrargli farmaci anti-virali.

Dal momento che l’attività cerebrale del paziente è sospesa durante il coma, i medici si attendono un danno cerebrale minimo mentre il sistema immunitario della persona infetta assorbe i farmaci per uccidere la malattia.

La prima persona salvata dal trattamento è stata la quindicenne Jeanna Giese nel 2004 che aveva contratto la rabbia da un pipistrello ed era guarita dalla rabbia.

LA RABBIA

La rabbia è un virus che si diffonde attraverso il morso o il graffio di un animale infetto.

Nel momento in cui i sintomi appaiono in un essere umano, è in genere troppo tardi per salvare il paziente mentre il virus infetta il sistema nervoso centrale e si diffonde al cervello.

La maggior parte dei casi di rabbia sono stati contratti da animali selvatici come procioni, pipistrelli e volpi.

I primi sintomi includono febbre, mal di testa e debolezza.

Mentre la malattia progredisce verso il cervello, i pazienti sperimentano allucinazioni, aumento della saliva, confusione, paralisi e di solito muoiono entro pochi giorni.

La rabbia uccide più di 60mila persone ogni anno in tutto il mondo, per lo più bambini in Africa e in Asia.