Coronavirus, Pregliasco: “Seconda ondata? Solo se non saremo prudenti”

Il virologo Fabrizio Pregliasco, intervistato da Radio Cusano TV Italia, ha fatto il punto della situazione sull'epidemia di coronavirus.

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, intervenuto alla trasmissione 264Zoom su Radio Cusano TV Italia, ha affermato: «Sicuramente il sintomatico che starnutisce e tossisce rappresenta un rischio di contagio ben superiore. Il ruolo dell’asintomatico nel contagio da Covid-19, come per altre patologie, si è visto che è minore. Ma non si è ancora una contezza definitiva su quanto sia meno contagioso rispetto al sintomatico». L’esperto ha aggiunto che «il rischio c’è, anche se inferiore rispetto al sintomatico».

Per Pregliasco, poi, «finora si sono accesi dei piccoli focolai, perché il virus ha terminato la sua prima ondata e siamo passati da un andamento epidemico ad un andamento endemico. Nel nord Reno Vestfalia in Germania, così come nel condominio alla Garbatella, si è vista una situazione che mette insieme una situazione di rischio professionale e di rischio ambientale. Rispetto all’andamento del contagio in Italia sono ottimista, ma sono anche prudente e ritengo di doverlo essere molto di più di quanto non si stia vedendo. Questi focolai che abbiamo visto in Germania, ma anche in Corea e Cina, ci pongono un problema che è anche il nostro».

«La seconda ondata, che non è detto che ci debba essere, a mio avviso può verificarsi nel momento in cui fallissero i due pilastri che dovrebbero limitare la diffusione endemica del virus: la capacità di individuazione rapida dei casi e di tracciamento da parte del sistema sanitario e la responsabilità dei cittadini, di una vita di vigile serenità. Non dobbiamo avere una paura eccesiva, ma neanche fare degli affollamenti ingiustificati come quelli che si sono visti in queste settimane. Dobbiamo mantenere un atteggiamento di attenzione all’uso della mascherina se siamo in situazioni di affollamento, all’igiene delle mani, senza esagerare nell’ipocondria o nel liberi tutti».

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