Il sole fa bene o fa male? Gli effetti dei raggi solari sulla nostra pelle

È tempo di abbronzature ma è sempre meglio fare un ripasso sugli effetti benefici e dannosi del sole sulla pelle. Ecco cosa è meglio sapere.

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È tempo di abbronzature ma è sempre meglio fare un ripasso sugli effetti benefici e dannosi del sole sulla pelle.

Quando il sole è amico

I raggi del sole a piccole dosi hanno effetti benefici sulla pelle (miglioramento dell’umore, miglioramento transitorio dell’acne, sintesi della vitamina D da parte della pelle…).

Si consiglia di trascorrere un quarto d’ora in terrazza o in giardino o in balcone così da sintetizzare la scorta giornaliera di vitamina D.

Sempre a piccole dosi, poi, il sole aiuta ad alleviare alcune malattie della pelle, come la psoriasi e la vitiligine. I determatologi stessi, ad esempio, usano gli UV a basse dosi per i trattamenti.

Quando il sole è nemico

Il sole è un’enorme fabbrica termonucleare che produce molti raggi tra cui i raggi UV (ultravioletti). Questi accelerano l’invecchiamento delle cellule della pelle. Sebbene gli UVB siano stati a lungo coinvolti in questi inconvenienti, è stato scoperto più recentemente che gli UVA, che si pensava fossero innocui, hanni gli stessi effetti deleteri. L’UV è responsabile dell’accentuazione delle rughe, delle macchie marroni, della tendenza ad avere la rosacea.

Ancora più importante, l’UV penetra nel nucleo delle cellule cutanee e crea mutazioni genetiche, responsabili del cancro della pelle.

Quindi, il sole è amico o nemico?

Sia l’uno che l’altro! Ma l’equilibrio – come sottolineato su Futura-Sciences.com – si sposta più sulle avversità del sole. Inoltre, come accennato, gli effetti benefici si osservano soltanto a basse dosi. È, quindi, necessario proteggere la pelle dal sole specialmente in estate:

  • evitare di esporre i bambini sotto i 15 anni. L’esposizione dei bambini sotto i 3 anni dovrebbe essere totalmente evitata;
  • evitare il sole tra le 11:00 e le 16:00 in estate;
  • privilegiare l’ombra;
  • applicare una crema solare con un indice non inferiore a 30 sulle zone non coperte dagli indumenti, mezz’ora prima dell’esposizione, mezz’ora dopo l’inizio dell’esposizione, quindi ogni due ore e dopo il bagno.

Non bisogna dimenticare, infine, che l’abbronzatura è solo una reazione difensiva della pelle che cerca di assorbire i raggi UV per impedire che penetrino nelle cellule. Questo assorbimento di UV è, tuttavia, soltanto molto parziale.

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