Covid-19, troppe infezioni da fungo nero in India, c’è un legame?

Alcuni Paesi stanno uscendo gradualmente dalla crisi sanitaria, come Israele o gli Emirati Arabi Uniti, grazie a misure rigide e una campagna di vaccinazione efficace contro il Covid-19.

Al contrario, altri Paesi stanno vivendo una crisi senza precedenti, come l’India. Secondo le Nazioni Unite (ONU), il 7 maggio scorso ci sono stati 414.188 nuovi contagi e 3.915 morti in 24 ore. Ovvero 4 nuovi casi al secondo e 2 decessi al minuto.

Gli ospedali sono sotto pressione e i medici hanno notato, come raccontato da MaxiSciences.com, l’insolta presenza di un’infezione fungina. Si tratta della mucormicosi, nota anche come fungo nero. Colpisce il viso e i polmoni delle vittime ed è molto pericolosa. Uccide tra il 50% e il 70% delle persone infette e molte perdono la vista.

Questa malattia è molto rara. Ma, sebbene colpisca circa 6 persone all’anno, in un ospedale di Bombay sono stati identificati 24 casi in appena due mesi.

C’è un legame tra Covid-19 e diabete?

Questi numerosi casi di mucormicosi non sembrano essere sorti per caso. Tutti i pazienti erano guariti di recente dal Covid-19 e soffrivano di diabete.

Una correlazione che significherebbe, secondo i medici locali, che i trattamenti utilizzati contro il SARS-CoV-2 abbiano qualcosa a che fare con essa, in particolare gli steroidi somministrati per calmare l’infiammazione dei polmoni.

Come spiegato dal Times of India, il problema è considerato serio e un avviso è stato pubblicato dall’Indian Council for Medical Research (ICMR) e dal Ministero della Salute per esortare ai controli: «I sintomi premonitori comprendono dolore e arrossamento intorno agli occhi e al naso, febbre, mal di testa, tosse, mancanza di respiro, vomito sanguinante e stato mentale alterato».

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