Covid-19, i bambini sono più a rischio di reinfezione?

Un recente studio ha indagato se i bambini sono più a rischio di reinfezione da Covid-19 rispetto agli adulti, ecco i risultati.

Uno studio recente ha indagato se i bambini sono più a rischio di reinfezione da Covid-19 rispetto agli adulti. Trovate maggiori dettagli qui sotto.

Uno studio del 9 marzo pubblicato su JAMA Network Open ha preso in esame l’ipotesi che i bambini abbiano maggiori probabilità di essere contagiati due volte dal virus SARS-CoV-2 rispetto agli adulti.

La ricerca proveniente dall’Australia ha coinvolto 57 bambini con un’età media di 4 anni e 51 adulti con un’età media di 37 anni. I soggetti di entrambi i gruppi sono risultati positivi alle prime varianti del virus Covid-19 tra maggio e ottobre 2020.

Tutti i partecipanti presentavano sintomi lievi (mal di testa e febbre) o, addirittura, erano asintomatici. Prelevando campioni dal naso e dalla gola, i ricercatori hanno misurato il livello di RNA virale di ciascuno, così come la presenza di anticorpi attraverso campioni di sangue.

I risultati dello studio

Dai risultati è emerso che le cariche virali di bambini e adulti sono comparabili. Ciò che cambia, invece, è la presenza di anticorpi contro il coronavirus nel sangue che sono stati sviluppati solo dal 37% dei bambini contro il 76% degli adulti.

Questo fenomeno potrebbe essere spiegato dal fatto che i bambini hanno una risposta immunitaria innata più forte (ovvero la prima linea di difesa contro i patogeni) rispetto agli adulti. Inoltre, è possibile che l’organismo dei più piccoli riesca ad eliminare rapidamente il virus in modo tale che non lasci tracce per innescare la risposta adattativa che produce gli anticorpi.

A proposito, il team di ricercatori australiano ha anche misurato i livelli di cellule immunitarie presenti nel sangue e ha trovato meno linfociti B e T della memoria (quelli che producono anticorpi) nei bambini rispetto agli adulti.

Secondo la dottoressa Betsy Herold, medico di New York specializzato in malattie infettive “questo suggerisce che i bambini sviluppano una risposta immunitaria meno adattativa, piuttosto che quella che genera memoria immunitaria“.

Quindi sembrerebbe che i bambini siano maggiormente esposti al rischio di reinfezione, anche se, come sottolinea la dottoressa statunitense, “non abbiamo ancora i dati per trarre con certezza tale conclusione e se anche venisse confermata, i bambini presentano in ogni caso un minor rischio di sviluppare complicanze legate all’infezione di SARS-CoV-2“.

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