Covid-19, chi saranno i primi a vaccinarsi? Gli scenari

Il 9 novembre scorso la società farmaceutica Pfizer e la società Biontech hanno annunciato di aver prodotto un vaccino contro il coronavirus efficace al 90%.

Il 9 novembre scorso la società farmaceutica Pfizer e la società Biontech hanno annunciato di aver prodotto un vaccino contro il coronavirus efficace al 90%.

Una delle domande più frequenti è: chi saranno i primi a sottoporsi al vaccino quando saranno disponibili le dosi?

Prendiamo come esempio quanto dichiarato dall’Alta Autorità della Salute in Francia, dopo l’annuncio e come riportato su MaxiSciences.com.

Innanzitutto, le prime persone ad essere vaccinate saranno quelle che lavorano nella comunità medica: medici, infermieri… «In tutti gli scenari previsti, gli operatori sanitari e medico-sociali in prima linea costituiranno gli obiettivi prioritari essenziali per la vaccinazione, raggiungendo così gli obiettivi di prevenzione individuale e collettiva per salvaguardare le attività essenziali del Paese durante l’epidemia». In Francia sono circa 2,8 milioni di persone.

«Inoltre, anche le persone a rischio di malattia grave che pagano il prezzo più alto in termini di ospedalizzazione e morte (persone di età superiore a 65 anni e con comorbilità) saranno prese di mira principalmente dalla vaccinazione non appena sarà stabilito un rapporto rischio / beneficio favorevole». In pratica, oltre 23 milioni di persone più 8 milioni di obesi, sempre in Francia.

Un’altra ipotesi è vaccinare le persone che vivono in situazioni che aumentano il rischio di una maggiore circolazione del virus: «Allo stato attuale delle conoscenze, ciò riguarda le popolazioni che vivono in comunità o vivono in condizioni favorevoli al sovraffollamento (es. ospedale, casa di cura, carceri, alloggi collettivi) e le popolazioni che frequentano luoghi favorevoli a contatti multipli (aziende, luoghi chiusi e trasporti pubblici)».

Infine, in Francia, stando a oggi, non sarà prevista l’obbligatorietà della vaccinazione «né per la popolazione in generale né per gli operatori sanitari».