Come è morto Raffaello: nuove rivelazione sulla morte dell’artista

Secondo una recente ricerca, il pittore sarebbe morto di polmonite e non di sifilide.

Raffaello Sanzio, uno degli artisti simbolo del patrimonio italiano, non sarebbe morto di sifilide. Come evidenziato da una ricerca dell’Università di Milano-Bicocca, l’artista di Urbino sarebbe infatti deceduto per via della polmonite.

Secondo gli esperti, la patologia in questione sarebbe stata curata male dai medici, che avrebbero praticato al pittore dei salassi, i quali avrebbero accelerato il peggioramento della malattia.

Raffaello Sanzio è morto a 37 anni. Da 500 anni a questa parte – l’anniversario della sua dipartita è caduto lo scorso 6 aprile – il suo decesso è stato associato a diverse ipotesi. Tra queste, è possibile citare non solo la sifilide, ma anche il tifo, la malaria e la pomonite.

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La ricerca dell’Università Bicocca

Come precedentemente evidenziato, attorno al decesso di Raffaello Sanzio si sono espressi anche alcuni studiosi dell’Università Bicocca. Gli esperti dell’ateneo milanese hanno concluso che, molto probabilmente, il pittore de Lo Sposalizio della Vergine e di altri capolavori sarebbe deceduto a causa della polmonite.

Lo studio sopra ricordato, i cui dettagli sono stati pubblicati sulle pagine della rivista scientifica Internal and Emergency Medicine. Come evidenziato dal Dottor Michele Augusto Riva, docente di storia della medicina presso l’ateneo milanese, per raggiungere la conclusione sopra citata il team si è basato su fonti sia dirette, sia indirette dell’epoca in cui è vissuto il grande pittore.

In questo novero è possibile includere Le Vite di Giorgio Vasari, così come documenti rinvenuto nel XIX secolo da un celebre storico dell’arte, ossia Giuseppe Campori. I dati della ricerca hanno permesso di escludere la sifilide dalle possibili cause della morte di Raffaello in quanto i testimoni dell’epoca parlarono di un peggioramento improvviso, mentre la patologia sopra citata ha un decorso lungo.

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