Caso Aldo Montano, Bassetti: “Nella ristorazione c’è ancora troppo dilettantismo sulle allergie”
Dopo il racconto di Aldo Montano, che sui social ha spiegato di aver rischiato la vita per uno shock anafilattico causato dalla caseina durante una cena in un ristorante di Roma, interviene anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che richiama l’attenzione sulla gestione delle allergie alimentari nella ristorazione.
Attraverso un messaggio pubblicato su X, il direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova ha espresso vicinanza all’ex schermidore e ha ribadito la necessità di una maggiore preparazione da parte degli operatori del settore.

Bassetti: “Tanti auguri di pronta guarigione ad Aldo Montano”
Il medico ha scritto:
“Tanti auguri di pronta guarigione ad Aldo Montano che ha raccontato sui social della sua allergia alla caseina per la quale ha rischiato la vita” dopo una cena a Roma. “Nella ristorazione c’è ancora troppo dilettantismo su questo tema: se cucino la pasta in una pentola dove ho prima messo del formaggio e non l’ho pulita bene, espone un allergico al rischio di morire. Queste cose vengono insegnate prima di poter aprire un ristorante? Trovo che in Italia ci sia troppo dilettantismo sul tema della tutela della salute nel mondo della ristorazione. Bisogna fare di più perché episodi come quello che è capitato a Montano e a molti altri prima di lui, non succeda nuovamente”.
Allergia e intolleranza: la differenza spiegata dall’infettivologo
Nel suo intervento, Bassetti ha ricordato anche la distinzione tra allergia e intolleranza alimentare, due condizioni spesso confuse ma profondamente diverse.
“Un’allergia è una reazione anomala del sistema immunitario che scambia una sostanza innocua (come un alimento o il polline) per una minaccia. Gli anticorpi entrano in azione e possono causare sintomi gravi e immediati, come orticaria, gonfiore o persino shock anafilattico, scatenati anche da tracce minime che può portare alla morte – ricorda Bassetti – Un’intolleranza, invece, non coinvolge il sistema immunitario. Solitamente è legata al metabolismo o all’apparato digerente (adesempio la mancanza dell’enzima per digerire il lattosio). I sintomi sono quasi sempre gastrointestinali (gonfiore, diarrea, crampi) e dipendono dalla quantità di alimento ingerito: piccole dosi spesso non provocano alcun fastidio”.
Le parole dell’infettivologo si inseriscono nel dibattito aperto dal caso Montano e riportano l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della formazione del personale e della corretta gestione del rischio di contaminazione negli esercizi di ristorazione.