A cosa serve il microbiota nasale?

Secondo uno studio effettuato da un'equipe dell'Università di Aversa, nel naso dei soggetti sani è presente un batterio dall'efficacia probiotica.

Quando si parla di microbiota intestinale, tutti sanno cosa si intende. Con questo termine, si inquadra la flora batterica che abita il nostro intestino e che ha un ruolo cruciale in diverse situazioni, dall’efficienza del sistema immunitario, fino allo sviluppo di malattie cardiovascolari e all’obesità.

In anni più recenti, è stata scoperta l’esistenza di un microbiota della cute e di uno della lingua. Da non dimenticare è anche la possibilità di parlare di un microbiota nasale. Nelle prossime righe, cercheremo di capire assieme come mai ricopre un ruolo molto importante per la salute.

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I dettagli dello studio belga

A fornire informazioni interessanti in merito all’importanza del microbiota nasale ci ha pensato uno studio i cui dettagli sono stati pubblicati sulle pagine di Cell Reports. Il lavoro scientifico in questione, che ha visto impegnata un’equipe dell’Università di Aversa, ha previsto l’esame dei batteri nasali di 100 persone sane e il monitoraggio di quelli di 225 soggetti affetti da sinusite cronica.

Tra le famiglie di batteri più presenti, gli studiosi ne hanno trovata una più presente delle altre. Stiamo parlando del Lactobacillus casei, batterio presente soprattutto nel microbiota nasale dei soggetti sani.

Si tratta di una scoperta di grande importanza: questo batterio, presente anche nel latte fermentato, tende a svilupparsi in ambienti poveri di ossigeno e caratterizzati dalla presenza di carboidrati, come per esempio la mucosa intestinale.

Sembra un po’ strano che possa svilupparsi nel naso, dove l’aria circola molto di più. Per cercare di comprendere questo paradosso, i ricercatori hanno sequenziato il genoma del batterio, scoprendo che è caratterizzato da geni speciali in grado di codificare enzimi con proprietà antiossidanti.

Grazie a questo studio, si può iniziare a parlare di una sorta di efficacia probiotica dei batteri del naso. Non a caso, i ricercatori che si sono occupati del lavoro scientifico hanno sviluppato uno spray caratterizzato dalla presenza di ceppi di L. Casei. no firma

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