Curarsi in Italia non è uguale ovunque: la classifica che lo dimostra
Il Veneto è la Regione con la sanità migliore secondo i LEA 2024. La classifica completa, la posizione della Lombardia e le tre Regioni sotto soglia.
Il Veneto è la Regione con la sanità pubblica migliore d’Italia. Lo dice il monitoraggio 2024 dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza. È stato pubblicato dal Ministero della Salute. Sul podio salgono anche Emilia-Romagna e Toscana. In fondo alla classifica restano invece tre territori. Non raggiungono la soglia minima in almeno un’area su tre: Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano.

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Cosa sono i LEA e perché riguardano ogni cittadino
I LEA sono le prestazioni sanitarie che ogni cittadino ha diritto a ricevere. Gratuitamente, oppure con il pagamento del ticket. Il Ministero della Salute verifica ogni anno se le Regioni li garantiscono davvero. Lo fa attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia. È uno strumento che assegna un punteggio a tre grandi aree: prevenzione, assistenza distrettuale sul territorio e assistenza ospedaliera. Per essere considerata in regola, una Regione deve superare i 60 punti su 100 in ciascuna area. Non basta essere forti in una sola.
Le istituzioni ribadiscono ogni anno che questo strumento non nasce per fare una classifica in senso stretto. Ma nei fatti i risultati vengono letti proprio così, sia dalla stampa sia dalle amministrazioni regionali. Il punteggio ottenuto, inoltre, non è solo simbolico. Incide anche sull’accesso a fondi premiali economici destinati alle Regioni.
La classifica 2024: le venti Regioni a confronto
Ogni macroarea vale fino a 100 punti. Il totale teorico massimo è quindi 300. Ecco la graduatoria completa pubblicata dal monitoraggio ministeriale:
- Veneto: 288 punti.
- Emilia-Romagna: 282 punti.
- Toscana: 280 punti.
- Piemonte: 272 punti.
- Provincia Autonoma di Trento: 271 punti.
- Lombardia: 270 punti.
- Umbria: 254 punti.
- Liguria: 250 punti, in crescita rispetto al 2023.
- Friuli Venezia Giulia: 248 punti.
- Puglia: 242 punti.
- Marche: 237 punti, in calo rispetto al 2023.
- Lazio: 237 punti.
- Abruzzo: 229 punti.
- Valle d’Aosta: 213 punti.
- Sardegna: 212 punti.
- Campania: 209 punti.
- Provincia Autonoma di Bolzano: 206 punti.
- Basilicata: 205 punti.
- Sicilia: 196 punti.
- Molise: 192 punti.
- Calabria: 189 punti.
Dove il sistema fatica ancora
Tre territori non raggiungono la sufficienza in almeno una macroarea. La Provincia autonoma di Bolzano è sotto soglia nella prevenzione. La Sicilia si trova nella stessa condizione, sempre sulla prevenzione. La Calabria non raggiunge invece lo standard minimo nell’assistenza distrettuale. È l’area più vicina alla vita quotidiana delle persone: medici di famiglia, cure domiciliari, servizi territoriali.
Rispetto al monitoraggio dell’anno precedente, le Regioni con almeno un’insufficienza erano molte di più. Il numero è quindi in calo. È un segnale che il Ministero della Salute definisce positivo.
La prevenzione cresce quasi ovunque. Ci sono però alcune eccezioni: Marche, Campania e Calabria non mostrano lo stesso miglioramento delle altre Regioni. L’assistenza distrettuale registra invece progressi importanti in Valle d’Aosta, Abruzzo, Campania e Puglia. Resta invece stabile, e già alta, in Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana. Il divario tra Centro-Nord e Sud si riduce in alcuni ambiti. Resta però ancora marcato in altri.
Una nuova voce: l’equità nell’accesso alle cure
Tra le novità del monitoraggio 2024 compare un indicatore dedicato all’equità. Misura quante persone rinunciano a una prestazione sanitaria. Per motivi economici, oppure per difficoltà organizzative. È un dato importante. Racconta qualcosa che i punteggi da soli non mostrano: quanto sia davvero accessibile, nella pratica, il diritto alla salute. Il monitoraggio ha introdotto anche nuovi indicatori sul percorso di cura per lo scompenso cardiaco. E sulla donazione di organi.
Per chi si sta chiedendo se le cure disponibili nella propria Regione siano davvero in linea con gli standard nazionali, restano un buon primo riferimento il proprio medico di famiglia. E i servizi informativi della Azienda Sanitaria Locale di appartenenza.
Un monitoraggio destinato a essere aggiornato
Il monitoraggio 2024 fotografa la situazione di un solo anno. I punteggi possono cambiare nelle prossime edizioni. Cambiano infatti in base agli investimenti regionali, al personale disponibile e alle scelte organizzative locali. Per questo motivo è utile seguire con attenzione le prossime pubblicazioni del Ministero della Salute. Solo così si può capire se i miglioramenti registrati nel 2024 diventeranno una tendenza stabile, oppure resteranno un dato isolato.