Bollino rosso caldo 28 maggio: chi rischia davvero, i sintomi da riconoscere e le regole del Ministero della Salute
Il Ministero della Salute segnala quattro città a bollino rosso il 28 maggio: Bologna, Firenze, Roma e Torino. Chi sono i soggetti a rischio, i sintomi del colpo di calore e le misure di prevenzione.
Per il 28 maggio il Ministero della Salute ha classificato quattro città italiane con il bollino rosso, il livello massimo del sistema di allerta nazionale per le ondate di calore: Bologna, Firenze, Roma e Torino. Altre sedici città sono oggi in allerta arancione. Il piano di monitoraggio è attivo ogni anno dal 25 maggio al 20 settembre, elaborato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio.
Il bollino rosso non è una previsione meteorologica. È una valutazione sanitaria: indica che le condizioni di calore previste nelle prossime ore possono causare effetti negativi gravi sulla salute umana, indipendentemente dall’esposizione diretta al sole. L’aria calda e umida, anche all’interno degli ambienti domestici non climatizzati, è sufficiente a mettere in difficoltà l’organismo di chi appartiene alle categorie più vulnerabili.
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Chi sono le persone più a rischio
Il sistema di allerta del Ministero identifica i sottogruppi della popolazione per cui il rischio è più elevato. Rientrano in queste categorie gli anziani, in particolare sopra i 75 anni, le persone con patologie cardiovascolari croniche (ipertensione, scompenso cardiaco, arteriopatia), quelle con malattie respiratorie (BPCO, asma grave), i pazienti neurologici, le persone obese e quelle che assumono farmaci che riducono la capacità di termoregolazione come diuretici, beta-bloccanti, antipsicotici e anticolinergici.
Sono vulnerabili anche i bambini molto piccoli (sotto i due anni), le donne in gravidanza e le persone che vivono sole, in ambienti non climatizzati o ai piani alti degli edifici, dove la temperatura interna può salire significativamente rispetto all’esterno.
Il quadro della situazione: città per città
Oggi 27 maggio si trovano in allerta arancione sedici città: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. In fascia gialla (pre-allerta) si trovano Ancona, Catania, Civitavecchia, Genova e Napoli, con previsione di mantenimento fino al 29 maggio. Bari, Cagliari, Campobasso, Messina, Palermo e Reggio Calabria restano oggi in fascia verde.
Il 28 maggio quattro città passeranno all’allerta massima (rosso): Bologna, Firenze, Roma e Torino. Molte delle città oggi in arancione scenderanno al giallo, segnale di un lieve allentamento. Le città oggi in verde (Bari, Cagliari, Messina, Palermo, Reggio Calabria) passeranno al giallo. Per venerdì 30 maggio è atteso un progressivo miglioramento, con nove città che torneranno al bollino verde.
I sintomi del colpo di calore: riconoscerli in tempo
Il colpo di calore è la complicanza più grave dell’esposizione prolungata ad alte temperature. Si distingue dal più comune esaurimento da calore, che è meno severo e generalmente reversibile con il riposo e la reidratazione.
I segnali che richiedono attenzione immediata e chiamata al 118 sono: temperatura corporea che supera i 39-40°C, pelle secca, arrossata e calda (non sudata, a differenza dell’esaurimento da calore), confusione mentale, disorientamento o comportamento insolito, perdita di coscienza o convulsioni.
I sintomi dell’esaurimento da calore, che vanno invece gestiti con riposo in ambiente fresco e liquidi, sono: sudorazione abbondante, debolezza intensa, nausea, mal di testa, crampi muscolari, pelle pallida e umida, temperatura corporea normale o lievemente elevata.
Le misure di prevenzione indicate dal Ministero
Le indicazioni ufficiali del piano nazionale di prevenzione prevedono alcune misure pratiche, in particolare per chi assiste persone anziane o malati cronici nelle giornate di allerta rossa.
Nelle ore più calde (tra le 11 e le 18) è raccomandato non uscire di casa, non praticare attività fisica all’aperto e non lasciare bambini o anziani in ambienti non ventilati o in auto. Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno anche senza sentire sete è essenziale, poiché la percezione della sete è ridotta negli anziani e questo aumenta il rischio di disidratazione.
Chi vive in appartamenti ai piani alti senza aria condizionata deve tenere le finestre chiuse nelle ore centrali della giornata e aprirle nelle ore più fresche (mattina presto e sera). Fare una doccia fresca o bagnarsi le braccia e il viso abbassa temporaneamente la temperatura corporea. Per gli anziani che vivono soli, è importante il contatto quotidiano con un familiare o un vicino durante le giornate di allerta.
⚕️ Nota editoriale
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