Tumore colon-retto: l’Italia anticipa l’Europa sulla terapia che raddoppia la sopravvivenza
Italia prima in Europa ad attivare l’accesso anticipato alla combinazione encorafenib-cetuximab per il colon-retto metastatico BRAF: sopravvivenza oltre 30 mesi.
L’Italia è il primo Paese in Europa a garantire, attraverso il Servizio sanitario nazionale, l’accesso in prima linea a una nuova combinazione terapeutica per il tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAF (V600E), una delle forme più aggressive della malattia. La decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco consente da subito l’utilizzo della combinazione encorafenib e cetuximab associata alla chemioterapia tradizionale. I dati clinici dimostrano un raddoppio della sopravvivenza globale, che passa da una mediana di circa 15-16 mesi a oltre 30 mesi.
La misura riguarda circa 800 pazienti ogni anno in Italia, pari all’8-10% dei malati con forma metastatica portatori della mutazione BRAF, all’interno di un quadro epidemiologico che registra circa 48mila nuove diagnosi di tumore del colon-retto ogni anno nel nostro Paese.
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Come funziona l’accesso anticipato deciso da AIFA
Mentre l’Europa attende il via libera formale dell’EMA, l’AIFA ha attivato la procedura prevista dalla legge 648/96, che consente l’accesso anticipato a farmaci innovativi in presenza di un bisogno clinico urgente e di evidenze scientifiche solide.
L’annuncio è stato comunicato durante il congresso del Gruppo Oncologico Italia Meridionale (GOIM), in corso a Bari.
La combinazione di due farmaci a bersaglio molecolare, encorafenib e cetuximab, associati alla chemioterapia, era finora utilizzata come opzione successiva al fallimento delle terapie standard. Con la decisione AIFA diventa trattamento di prima scelta.
I dati dello studio BREAKWATER pubblicati sul New England Journal of Medicine
“La decisione dell’AIFA – spiega Fortunato Ciardiello, tra gli autori dello studio oltre che professore di oncologia medica presso l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli – si basa sui dati dello studio randomizzato di fase III BREAKWATER che ha valutato l’associazione di chemioterapia con encorafenib e cetuximab rispetto allo standard di cura nei pazienti con tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAF (V600E). I risultati, oggetto di una pubblicazione sul New England Journal of Medicine, hanno dimostrato che con la nuova combinazione raddoppia la sopravvivenza globale dei pazienti, che passa così da una mediana di circa 15-16 mesi a oltre 30. Questo trattamento rappresenta un punto di svolta per una popolazione di pazienti che, fino a pochi anni fa, aveva opzioni terapeutiche molto limitate e una progressione di malattia estremamente rapida. Storicamente circa la metà di questi pazienti non arrivavano nemmeno a ricevere una seconda linea di trattamento. L’utilizzo della terapia a bersaglio molecolare solo nelle fasi avanzate non consentiva di recuperare il vantaggio clinico osservato negli studi. Mentre l’introduzione precoce della terapia a bersaglio molecolare, in associazione alla chemioterapia, cambia radicalmente la storia clinica della malattia, rendendola piu’ controllabile e raddoppiando l’aspettativa di vita”.
Negli Stati Uniti, sulla base dei risultati dello studio BREAKWATER, questo approccio è già entrato nella pratica clinica nel corso dello scorso anno come nuovo riferimento terapeutico.
Perché la diagnosi molecolare è decisiva
La nuova strategia terapeutica richiede una caratterizzazione molecolare fin dalla diagnosi di malattia metastatica.
“Individuare questa mutazione fin dalla diagnosi di malattia metastatica consente di orientare subito la scelta terapeutica verso l’opzione piu’ efficace”, sottolinea Stefania Napolitano, ricercatrice oncologia medica presso l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli. “Il tumore del colon-retto non può più essere considerato una singola malattia: esistono sottotipi biologicamente diversi – continua -, che richiedono strategie terapeutiche diverse, e riconoscerli tempestivamente significa offrire alle persone la terapia piu’ appropriata nel momento giusto. La medicina di precisione, in questo caso, non è uno slogan ma uno strumento concreto che consente di raddoppiare la sopravvivenza”.
La tempistica di somministrazione è determinante.
“Se il nuovo trattamento viene utilizzato solo dopo il fallimento delle terapie standard, il beneficio si perde in larga parte – specifica Napolitano – è intervenendo subito, all’inizio della malattia metastatica, che si ottiene il massimo risultato”.
Il ruolo del GOIM e l’impatto sul Servizio sanitario nazionale
“Come Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale (GOIM) abbiamo contribuito affinché l’Italia accelerasse l’accesso tempestivo a questa opportunità terapeutica”, dichiara Roberto Bordonaro, presidente GOIM e direttore del Dipartimento Oncologico e della Struttura Complessa di Oncologia Medica dell’Ospedale Garibaldi di Catania. “La procedura prevista dalla legge 648/96 dimostra che il Servizio Sanitario Nazionale dispone di strumenti in grado di mettere a disposizione terapie innovative quando esistono evidenze scientifiche robuste e un bisogno clinico elevato, evitando ritardi che, in una fase di malattia cosi’ avanzata, possono incidere in modo diretto sulla sopravvivenza. In questo caso – conclude – lo ha fatto per una delle forme più aggressive di tumore del colon-retto, un tipo di tumore che colpisce oggi uomini e donne in misura ormai pressoché sovrapponibile e la cui incidenza e’ in aumento nella popolazione under 50. Il GOIM conferma cosi’ il suo impegno a tradurre l’evidenza scientifica in beneficio concreto per i malati oncologici, contribuendo attivamente a ridurre le disuguaglianze terapeutiche e a migliorare gli standard di cura”.

Dati chiave
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Nuove diagnosi annue colon-retto in Italia | 48.000 |
| Pazienti metastatici con mutazione BRAF | 8-10% |
| Pazienti potenzialmente eleggibili ogni anno | ~800 |
| Sopravvivenza standard | 15-16 mesi |
| Sopravvivenza con nuova combinazione | Oltre 30 mesi |
| Base normativa accesso anticipato | Legge 648/96 |
FAQ
Quanti pazienti potranno accedere alla nuova terapia?
Circa 800 ogni anno in Italia.
Di quanto aumenta la sopravvivenza?
Da 15-16 mesi a oltre 30 mesi.
Perché è importante il test molecolare?
Permette di individuare la mutazione BRAF (V600E) e scegliere subito la terapia più efficace.
L’Europa ha già approvato la terapia?
È in attesa del via libera formale dell’EMA.