Vespa asiatica, cosa fare se ci punge?

La vespa asiatica è stata riscontrata in Italia nel 2013, entrarci in contatto può determinare reazioni allergiche locali o sistemiche. Ecco cosa fare.

Seppur raramente, possiamo andare incontro alla puntura di una vespa asiatica, il suo veleno è molto di più di quello di una classica vespa. Le regioni in cui si è maggiormente esposti sono la Liguria e l’alta Toscana dal 2013. Le reazioni al veleno sono soggettive, in alcuni casi può determinare allergia fino allo shock anafilattico.

Vespa asiatica, caratteristiche e rischi

La vespa asiatica, o anche nota come calabrone asiatico, vespa nera o vespa velutina, è stata riscontrata per la prima volta in Europa nel 2004 ed è proveniente dal sud-est asiatico. Per chi soffre di una paura latente per le vespe, entrare in contatto (anche solo visivo) con una vespa asiatica può determinare terrore soprattutto quando non si sa come agire, se non fuggire: l’apifobia, o paura delle api, vespe e calabroni, è irrazionale e incontrollata.

La principale paura è quella di un possibile shock anafilattico che può condurre alla morte se non s’interviene in tempo. Purtroppo, sapere anticipatamente di essere allergici alla vespa non è possibile.

Il dolore è il sintomo principale che si prova dopo essere stati punti, la sua caratteristica è l’intensità e persistenza (circa di 24 ore). Successivamente, l’area interessata andrà incontro a infiammazione.

Le zone del corpo predilette dalla vespa asiatica sono la bocca, gli occhi o il naso. Parti delicate e sensibili del corpo che risentono immediatamente dell’effetto pungente doloroso.

L’anafilassi (grave reazione allergica), rappresenta la situazione peggiore che può presentarsi e sottintende due tipi di reazioni:

  • locali estese (che interessano dal 2,4% al 26% delle persone allergiche) e si manifestano come arrossamenti e/o gonfiore in sede di puntura con un diametro superiore ai 10 cm e una durata che supera le 24 ore.
  • generali/sistemiche (dall’1% all’8,9%) solitamente insorgono entro mezz’ora dalla puntura e possono manifestarsi con uno o più sintomi quali: orticaria, prurito diffuso, malessere, gonfiore, vertigini, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, mancanza del respiro, stordimento, confusione mentale, abbassamento della pressione sanguigna, perdita di coscienza e shock anafilattico.

Come intervenire in caso di contatto

Innanzitutto, se doveste vedere accanto a voi una vespa asiatica non dovete cercare di ucciderla o attaccarla, questo determinerà la reazione temuta da parte del calabrone asiatico. Ricordatevi che può pungere più volte e, tramite il rilascio di un ferormone, attrarre il resto dell’alveare.

Siete stati attaccati? Correte ai ripari: applicate del ghiaccio sulla zona dolente, l’azione del freddo calmerà il dolore e l’infiammazione. Se i sintomi dovessero persistere, applicare una crema con corticosteroidi e assumere antistaminici orali.

Tuttavia, nonostante i nostri suggerimenti, è sempre consigliato il consulto medico e raccomandato di recarsi immediatamente in Pronto Soccorso in caso di shock anafilattico.

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