Utero retroverso: cos’è e quando bisogna preoccuparsi

Questa condizione riguarda tantissime donne e non deve destare preoccupazione.

L’utero retroverso è una situazione che riguarda molte donne e che desta spesso preoccupazioni. Scopriamo, nelle prossime righe, qualche informazione in più in merito.

Cos’è l’utero retroverso

L’orientamento dell’utero fa sì che, quando lo si guarda, quest’organo impari dell’apparato genitale femminile ricordi una pera rovesciata. In caso di utero retroverso, si ha a che fare con una situazione in cui, all’interno della cavità pelvica, l’orientamento è diverso rispetto a quello sopra citato.

Rivolto in direzione del retto e non della vescica come l’utero antiverso, l’utero retroverso non presenta alcun deficit funzionale. Semplicemente, la sua posizione all’interno della cavità pelvica è diversa da quella della maggior parte delle situazioni, rara ma non per questo anomala.

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Quando preoccuparsi

In linea di massima, chi ha l’utero retroverso non dovrebbe preoccuparsi. Un’evidenza con la quale hanno a che fare molte donne con questa condizione è la dismenorrea, ossia le mestruazioni dolorose. Cosa c’è dietro a questa situazione? Il fatto che, proprio in virtù della sua posizione, durante il flusso mestruale l’utero si contrae in maniera più intensa.

Da non dimenticare è anche il fatto che, nel periodo preovulatorio, si può avere a che fare con dolori pelvici più intensi. Dati alla mano, tra le principali problematiche con le quali ha a che fare chi ha l’utero retroverso c’è la dismenorrea, che può essere trattata con farmaci antidolorifici o antinfiammatori.

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