Urinare sulla puntura di una medusa: serve o no?

La pratica di urinare sulla zona interessata dal morso è tanto diffusa quanto poco utile e per certi versi dannosa.

Quando arriva l’estate, per chi va in vacanza al mare si apre un periodo in cui è importantissimo fare attenzione alle punture delle meduse. Per essere precisi, bisognerebbe parlare di bruciatura. Il contatto con i tentacoli di questo animale planctonico ha infatti un fastidiosissimo effetto urticante che non viene a meno nel momento in cui la medusa si trova sulla spiaggia (per questo è importante fare attenzione quando i bambini giocano).

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Il calore è in grado di neutralizzare il veleno

Nei casi in cui si verifica un’ustione, i sintomi tendono a palesarsi a circa 10 minuti dall’insorgenza di un forte prurito. In tali frangenti, si riceve molto spesso il consiglio di urinare sulla zona interessata dalla bruciatura.

Quando si chiama in causa questa pratica, è il caso di rammentare il fatto che è il calore a neutralizzare il veleno. Ciò significa che si parla di un risultato ottenibile anche con l’acqua di mare, a patto che sia sufficientemente calda. Non c’è che dire: la seconda è una soluzione molto meno imbarazzante da concretizzare.

Un altro fattore che dovrebbe spingere a evitare il ricorso all’urina quando si ha a che fare con la puntura di una medusa riguarda il fatto che, agendo in questo modo, si rischia di dare il via a un’infezione secondaria.

In caso di morso da parte di una medusa, per intervenire tempestivamente è utile strofinare sull’area interessata dal problema l’acqua di mare, utilizzando poi la sabbia per rimuovere eventuali residui di cellule urticanti. Una volta archiviata questa operazione, è opportuno risciacquare di nuovo e, se la situazione non si risolve, consultare un medico.

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