Uomo contrae un raro fungo che aveva già ucciso il suo cane: ricoverato per tre mesi in ospedale

Uno statunitense, il cui cane è stato ucciso da un raro fungo l'anno scorso, ha dovuto affrontare la stessa malattia. Ecco il racconto.

Un uomo del Minnesota (Stati Uniti d’America), il cui cane è stato ucciso da un raro fungo l’anno scorso, ha dovuto affrontare la stessa malattia.

A Scott Donahue, di Park Rapids, è stato diagnosticato una blastomicosi e, in tre mesi di degenza, è stato sottoposto a una tracheotomia e all’alimentazione tramite un tubo.

L’uomo, che ha anche il diabete di tipo 2, ha raccontato alla stampa locale che “hanno detto ai miei figli che molto probabilmente non ce l’avrei fatta. È stata una cosa molto seria e sono fortunato ad essere qui“.

L’uomo non si ricorda quando e come abbia contratto il fungo, che si trova in genere in terreni umidi: non lavora a contatto con la terra. Il suo cane, però, a cui è stata diagnosticata l’infezione fungina nel 2018, aveva passeggiato tra i boschi fino ad arrivare in un torrente prima di cominciare con la tosse per poi passare al vomito e alle convulsioni.

I sintomi della blastomicosi di solito compaiono tra le tre settimane e i tre mesi dopo che una persona ha respirato le spore fungine ma non tutti si ammalano.

Chi si ammala, invece, potrebbe avvertire febbre, tosse, sudorazione notturna, dolori muscolari, perdita di peso, dolore toracico e affaticamento.

Anche i problemi di Scott sono cominciati con una tosse grave che, poi, si è trasformata in vomito. Dopo cinque giorni di antibiotici (i medici pensavano che fosse una polmonite), uno dei suoi figli ha chiamato un’ambulanza e in ospedale hanno diagnosticato la blastomicosi.

Sono stato nella stessa posizione nel mio letto d’ospedale per quasi tre mesi“, ha detto l’uomo al Duluth News Tribune. “Mi fa ancora male la schiena. Ho perso 18 chili. Uso un deambulatore e un bastone, ho l’aspetto di un ramoscello e non ho quasi alcun tono muscolare. Ho compiuto 50 anni in ospedale“, ha aggiunto.

L’uomo è stato dimesso nel luglio scorso dall’ospedale e i suoi figli gemelli si sono trasferiti a casa per prendersi cura di lui. Oltre alla terapia fisica, a Scott è stato anche somministrato un farmaco antifungino da assumere durante l’anno.

Non esiste un vaccino per prevenire l’infezione fungina e potrebbe non essere possibile evitare di essere esposti al fungo.