Un grande mito sullo zucchero è stato sfatato da una nuova ricerca

La ricerca, pubblicata sulla rivista Neuroscience & Biobehavioral, ha esaminato dozzine di studi sul consumo dello zucchero. Ecco cos'ha scoperto.

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caramelle

Si crede che mangiare dolci abbia un effetto positivo sull’umore. In realtà, secondo un nuovo studio, accade il contrario.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Neuroscience & Biobehavioral, ha esaminato dozzine di studi sul consumo dello zucchero ed è stato scoperto che non migliora alcun aspetto dell’umore, anzi potrebbe peggiorarlo.

L’autore principale dello studio, il dr. Kostantinos Mantantzis, della Humboldt University di Berlino, ha spiegato che “l’idea che lo zucchero possa migliorare l’umore è stata molto influente nella cultura popolare al punto che molte persone consumano le bevande zuccherate per diventare più vigili o per combattere la fatica“.

Le nostre scoperte indicano chiaramente che tali affermazioni non sono suffragate, semmai probabilmente lo zucchero fa sentire peggio“, ha aggiunto lo studioso in una nota stampa.

La ricerca sulla meta-analisi ha esaminato 31 diversi studi, coinvolgendo un totale di 1.250 partecipanti, che hanno studiato gli effetti dei carboidrati solubili, compresi gli zuccheri e gli amidi, su vari aspetti dell’umore, tra cui rabbia, prontezza, depressione e affaticamento.

Nel giro di mezz’ora dopo aver assunto lo zucchero, la maggior parte dei partecipanti ha cominciato a provare un senso di stanchezza rispetto a chi ha assunto un placebo.

Un’ora dopo il consumo di zucchero, la maggior parte delle persone ha cominciato ad avvertire una vigilanza diminuita. È sembrato, pertanto, che qualsiasi innesco neurologico che venga stimolato nel sistema di ricompensa del cervello, dopo aver consumato qualcosa di zuccheroso, è di breve durata e non darà luogo a nessun livello sostanziale di soddisfazione potenziata o senso di benessere.

Lo zucchero, inoltre, sempre stando ai ricercatori, potrebbe anche essere un fattore di sviluppo dell’obesità e del diabete.

Speriamo che le nostre scoperte possano contribuire a dissipare il mito della ‘corsa allo zuccher’ e informare le autorità sanitarie per ridurre il suo consumo“, ha commentato la coautrice, la professoressa Elizabeth Maylor dell’Università di Warwick, come si legge su Iflscience.com.

La co-autrice, la dott.ssa Sandra Sünram-Lea, ha aggiunto: “L’incremento dell’obesità, del diabete e della sindrome metabolica negli ultimi anni evidenzia la necessità di strategie dietetiche basate sull’evidenza per promuovere uno stile di vita sano per tutta la vita. I nostri risultati indicano che le bevande zuccherate o gli snack non forniscono un rapido ‘rifornimento di carburante’ per farci sentire più vigili“.