Ritirata dal mercato bevanda energetica: c’era dentro il viagra

Venduta in diversi stati africani, la bevanda causava effetti devastanti. L'azienda: "Tutto naturale, è un complotto".

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La bevanda energetica Natural Power SX, toccasana per il fisico e per il vigore sessuale, imbottigliata in Zambia dalla società Revin Zambia Limited, con sede a Ndola, nel nord del Paese ed esportata in diversi stati dell’Africa centrale, è stata recentemente ritirata dal mercato dopo che in Uganda un uomo ha rischiato di perdere la vita a causa dei suoi effetti collaterali.

Consumatore abituale, a inizio anno l’uomo si era trovato vittima di forti palpitazioni e con uno stato d’erezione dolorosissimo, prolungatosi per circa sei ore, per cui era stato ricoverato d’urgenza. L’uomo ha, poi, sporto denuncia alle autorità locali che si sono interessate del caso.

Analizzato il liquido color caramello, la scoperta da parte dell’agenzia di stato NDA sulla sicurezza dei farmaci il 28 dicembre 2018: la bibita contiene del citrato di sildenafil, molecola commercializzata nel 1998 con il nome di Viagra.

Stando alle autorità, “le quantità della sostanza erano ben al di là delle dosi consigliate” e si è, quindi, proceduto al ritiro dal mercato e alla chiusura dell’esportazione.

Dal canto suo l’azienda Revin Zambia nega, come evidenziato da Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, indicando la composizione naturale “a base di estratti di zenzero e di tongkat ali“.

In seguito al bando lo stabilimento ha però dovuto chiudere i battenti. Una situazione difficile per i 56 dipendenti che non ci stanno, sentiti di recente da un quotidiano francese, denunciando un’inchiesta torbida soprattutto nel passaggio di consegna fra le autorità dello Zambia e dell’Uganda e ventilando la possibilità di un complotto internazionale atto a favorire la concorrenza locale: “Niente adesso vieta alle aziende in Uganda e Malawi di produrre qualcosa di analogo“, ha spiegato il portavoce, “quello delle bevande energetiche è un settore in forte espansione“. Intanto, il ministero della Salute ugandese, per ora, ha ordinato il sequestro della bevanda.