Ignorati esami sospetti: dopo 10 anni arriva il risarcimento da mezzo milione

Un uomo oggi 72enne, residente in provincia di Belluno, è stato riconosciuto invalido civile al 100% e ha ottenuto un risarcimento superiore al mezzo milione di euro per un ritardo diagnostico che ha aggravato in modo irreversibile la sua condizione clinica. Il caso è stato chiuso senza arrivare in tribunale: il pagamento è stato sostenuto dall’Ulss 1 Dolomiti, in quanto il medico di medicina generale coinvolto operava in convenzione con il servizio sanitario.

La vicenda risale a circa dieci anni fa e riguarda una mancata valutazione di parametri clinici che, secondo la ricostruzione dei consulenti, avrebbero richiesto approfondimenti immediati.

Come nasce il caso: esami ignorati e mancati approfondimenti

Nel 2016 l’uomo si sottoponeva regolarmente a esami del sangue. In base al suo racconto, alcuni valori risultavano già anomali, ma il medico di base non avrebbe disposto ulteriori accertamenti né indagini diagnostiche più approfondite.

Questa omissione ha rappresentato il punto critico della vicenda: la malattia ha continuato a progredire senza essere identificata.

Il quadro clinico è peggiorato nel tempo, fino a rendere necessario il ricorso a una struttura ospedaliera.

La diagnosi tardiva: mieloma con complicazioni gravi

Solo dopo il peggioramento delle condizioni di salute, il paziente si è rivolto all’ospedale San Martino di Belluno. Qui gli esami ematochimici, prescritti con urgenza, hanno portato alla diagnosi: mieloma, associato a insufficienza renale grave e anemia severa.

Una diagnosi che, secondo le valutazioni medico-legali, è arrivata troppo tardi.

Le conseguenze cliniche

  • Insufficienza renale grave
  • Anemia severa
  • Terapia chemioterapica continua
  • Dialisi regolare
  • Assunzione cronica di farmaci
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Il ritardo diagnostico e l’aggravamento della malattia

Secondo le ricostruzioni tecniche, il mancato approfondimento iniziale avrebbe consentito alla patologia di evolvere in modo progressivo, compromettendo in maniera significativa le condizioni di salute del paziente.

La diagnosi tardiva ha inciso direttamente sul decorso della malattia, aggravando i danni a livello renale e riducendo le possibilità di intervento precoce.

“Secondo i nostri medici legali, questo ritardo diagnostico – spiega Gennaro Pisacane, referente di Giesse Risarcimento Danni a Belluno – avrebbe permesso alla malattia di aggravarsi progressivamente, causando un grave danno renale. La sua vita, ancora oggi, è caratterizzata da terapia chemioterapica, dialisi, assunzione di diversi farmaci e regolari visite di controllo”.

Risarcimento senza causa: decisiva la consulenza tecnica

Il risarcimento è stato ottenuto in via stragiudiziale, senza avviare una causa civile. Determinante è stata la consulenza tecnica d’ufficio svolta nell’ambito dell’accertamento tecnico preventivo.

Secondo quanto riferito dal team Giesse Risarcimento Danni, la relazione tecnica è risultata così chiara e documentata da rendere superfluo il ricorso al giudice.

“La consulenza tecnica d’ufficio (Ctu) in accertamento tecnico preventivo era talmente convincente che non c’è stato bisogno di fare causa”.

Responsabilità sanitaria: chi paga

Pur essendo il medico di medicina generale il soggetto responsabile del mancato approfondimento diagnostico, il risarcimento è stato sostenuto dall’azienda sanitaria.

Il motivo è giuridico: il medico operava in regime di convenzione con l’Ulss 1 Dolomiti, che risponde quindi in sede risarcitoria.

Questo principio riflette il sistema di responsabilità della sanità pubblica, dove il rapporto convenzionale può estendere gli obblighi anche all’ente sanitario.

Una vita segnata dalle cure

Le conseguenze del ritardo diagnostico sono permanenti. Oggi l’uomo vive con un quadro clinico complesso che richiede terapie continue e controlli costanti.

La sua quotidianità è scandita da cicli di chemioterapia, sedute di dialisi e monitoraggi clinici regolari. Una condizione che ha inciso profondamente sull’autonomia e sulla qualità della vita.

Cos’è un ritardo diagnostico?

È la mancata o tardiva individuazione di una malattia, che può comprometterne il trattamento e peggiorare le condizioni del paziente.

Quando si ha diritto al risarcimento?

Quando si dimostra che il ritardo ha causato un danno concreto e peggiorato la prognosi del paziente.

Serve sempre una causa legale?

No, come in questo caso il risarcimento può essere ottenuto anche in via stragiudiziale tramite accertamento tecnico.

Chi paga il risarcimento?

Dipende dal rapporto del medico: se è convenzionato, può rispondere l’azienda sanitaria di riferimento.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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