Questo fungo multiresistente è una minaccia urgente per la sanità mondiale

C'è preoccupazione per un fungo che multiresistente. Niente psicosi ma occorre che si predano delle precauzioni, soprattutto negli ospedali.

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Il suo nome è Candida auris. Questo microscopico fungo è una preoccupazione crescente negli ospedali di tutto il mondo.

Come con i batteri multiresistenti, che uccidono 700.000 persone ogni anno, il fungo C. auris sembra resistere agli antifungini più conosciuti, come il fluconazolo, l’amfotericina B o le echinocandine. Circa il 90% dei ceppi sarebbe insensibile ad almeno un antimicotico e il 30% a tre o più.

Epidemia che colpisce il mondo intero

Negli Stati Uniti, il Center for Disease Control and Prevention (CDC) descrive il C. auris come una “nuova minaccia globale emergente“. Dal primo caso identificato nel 2009 in Giappone, la malattia si è diffusa su tutto il pianeta: Corea del Sud, India, Cina, Colombia e Venezuela, Stati Uniti, Canada ed Europa … Negli Stati Uniti, 587 casi sono stati identificati dall’arrivo del patogeno nel 2013, compresi 309 solo a New York.

In Europa, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) avverte anche dell’aumento preoccupante del numero di casi, con 620 infezioni registrate tra il 2013 e il 2017 in sei Paesi, la maggioranza in Spagna e nel Regno Unito (due in Francia).

La maggior parte dei casi sono pazienti con sistema immunitario indebolito o che hanno subito un intervento chirurgico in un ospedale. Il fungo si insinua da una ferita, dalle orecchie o dal tratto urinario e colonizza il sistema sanguigno. I sintomi (febbre, dolori muscolari, stanchezza…) sono benigni nelle persone comuni ma possono essere fatali in individui vulnerabili. Secondo diversi studi, il tasso di mortalità aumenterebbe dal 30% al 57% una volta che il fungo raggiunge il sangue.

Questa inquietante epidemia resta ampiamente sotto controllo. Però, i test di identificazione restano piuttosto complessi e non implementati, soprattutto negli ospedali dove le attrezzature e le persone infette restano contagiose per diversi mesi, anche dopo l’applicazione di misure di igiene drastiche.

Uso massiccio di fungicidi

Candida auris non è l’unico caso di fungo resistente. Negli anni 2000, l’Aspergillus fumigatus si era già dimostrato resistente all’itraconazolo, un antimicotico che si pensava fosse efficace contro tutte le famiglie di funghi.

Non bisogna, comunque, lasciarsi andare alla psicosi: solo una dozzina di funghi sono potenzialmente pericolosi per gli esseri umani sui cinque milioni di specie che popolano il pianeta. Ma se questi patogeni diventano insensibili ai trattamenti, si potrebbe assistere a un dramma tanto vasto quanto quello deo ‘superbatteri’.

Quindi, cosa fare? L’ECDC auspica in particolare un miglioramento della prevenzione e l’isolamento rigoroso dei pazienti infetti. Occorre, infine, mettere a punto un sistema di comunicazione migliore tra gli ospedali.

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