Psillio: cos’è, benefici per l’intestino e controindicazioni

Questa pianta erbacea è ricca di fibre idrosolubili.

Quando ci si informa sui migliori rimedi naturali per i problemi intestinali, stipsi in primis, è impossibile non sentire parlare dello psillio. Nelle prossime righe, cerchiamo di capire assieme che cos’è e quali sono i suoi benefici.

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Cos’è lo psillio

Quando si parla dello psillio, si inquadra una pianta appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae. Non appena si pronuncia il nome di questa pianta, il primo concetto che viene in mente è quello dell’efficacia lassativa.

Benefici

I benefici dello psillio nella lotta alla stipsi si estrinsecano grazie alla presenza di mucillagini. Queste ultime, appartenenti alla categoria delle fibre solubili, aumentano il loro volume a contatto con l’acqua. Il risultato? Le feci risultano più morbide e, di riflesso, più facili da espellere. In virtù di quanto appena specificato, si può parlare dello psillio come di una soluzione naturale efficace anche nei casi in cui si soffre di malattia emorroidaria o di ragadi anali.

Controindicazioni

Lo psillio andrebbe evitato nei casi in cui, di base, si soffre di diarrea o flatulenza. In ogni caso, prima di iniziare ad assumerlo è il caso di chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.

Modalità di assunzione

A questo punto, è naturale chiedersi come assumere lo psillio. Tra le principali alternative è possibile citare l’utilizzo dei suoi semi che, per esempio, possono essere aggiunti allo yogurt la mattina.

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