Perché serve la terza dose del vaccino anti Covid-19? Lo spiega Crisanti

Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Padova ha parlato di terza dose del vaccino anti Covid-19.

Andrea Crisanti, virologo
Andrea Crisanti, virologo

“L’effetto Green Pass dimostra che è ancora possibile convincere a vaccinarsi, cioè salvare vite, per cui attenzione a non regalare gli impauriti ai No Vax. Arrivare al 90% di vaccinati over 12 con due dosi garantirebbe un equilibrio che con la terza dose potrebbe diventare buono, altrimenti c’è il rischio inglese”.

Così Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, in una intervista a La Stampa.

Il richiamo è il completamento della protezione. Le curesono palliative ed empiriche, tanto che si muore ancora di Covid. I vaccini evitano malattia grave, ospedalizzazione e morte”, ha spiegato il professore, per il quale la fine dell’emergenza il 31 dicembre “dipende dalla tenuta dell’immunità e da quanti morti vengono ritenuti accettabili. Se l’Inghilterra non rappresenta la nostra situazione ideale bisogna mantenere le mascherine al chiuso e fare il richiamo a tutti”.

Così come in Gran Bretagna, l’immunità calerà anche in Italia, ha proseguito Crisanti, ed è dunque necessaria per tutti la terza dose di vaccino: ”Studi solidi dimostrano che dopo sei mesi la protezione contro l’infezione cala dal 95 al 40% e contro la malattia grave dal 90 al 65. Il richiamo è il completamento della protezione. Non sappiamo quanto duri, ma in altre vaccinazioni vale per anni. Certo pone ulteriori problemi sociali interni ed etici rispetto al terzo mondo, anche se dubito che questi vaccini siano utilizzabili nei Paesi svantaggiati. Il picco della campagna vaccinale è stato tra aprile e luglio, dunque da novembre a febbraio potremmo avere problemi. Per questo serve la terza dose”.

Il microbiologo ha commentato, infine, l’ultimo rapporto AIFA secondo il quale su oltre 84 milioni di dosi somministrate meno dello 0,02 per cento ha avuto effetti collaterali gravi, spesso risoltisi, e 16 sono stati i decessi correlabili: ”Numeri bassissimi che testimoniano la sicurezza dei vaccini, che non possono essere considerati sperimentali dopo miliardi di dosi, mentre le cure sono palliative ed empiriche, tanto che si muore ancora di Covid. I vaccini evitano malattia grave, ospedalizzazione e morte”.

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