Perché il sapone è efficace contro il Coronavirus?

Lavarsi le mani è il primo passo per prevenire il contagio da Coronavirus. Scopriamo come mai il sapone è così efficace.

Tra le principali indicazioni da seguire quando si parla di prevenzione del contagio da Coronavirus è impossibile non chiamare in causa il fatto di lavarsi le mani. Come mai il sapone è efficace contro il nuovo Coronavirus? Nelle prossime righe vediamo assieme la risposta a questa importantissima domanda.

Perché lavarsi le mani per prevenire il contagio da Coronavirus

Per capire come mai lavarsi le mani è la prima misura di prevenzione del contagio da Coronavirus ricordiamo che il sapone è costituito da una miscela tra acido grasso e una base forte (potassio o idrossido di sodio).

Le molecole che lo compongono sono caratterizzate da una struttura affine a quella di uno spillo. La testa è idrofila mentre lo stelo è composto da una lunga catena di acidi grassi idrofobi.

La struttura di alcuni virus ricorda quella che abbiamo appena descritto. I virus si comportano prendendo in prestito un pezzo di membrana dalle cellule infettate. In questo caso si parla di sostanze come i fosfolipidi, di molecole anfifiliche e di proteine virali, in primis la proteina S.

LEGGI ANCHE: Coronavirus: perché Singapore ha deciso di riaprire le scuole?

Il nuovo Coronavirus, ma anche il virus dell’influenza e quello dell’HIV, sono caratterizzati da un involucro lipidico. Quando sono nell’acqua, le molecole anfifiliche possono rimanere libere o formare micelle (termine che indica un aggregato colloidale di molecole).

In quest’ultimo caso, si organizzano in modo tale da consentire alla testa idrofila di entrare in contatto con l’acqua e da mantenere le code idrofobiche nel mezzo. Quando ci laviamo le mani, la coda idrofobica delle molecole di sapone cerca di evitare l’acqua, attaccandosi all’involucro lipidico del virus e compromettendone l’integrità.

Cosa succede? Che il virus, privato del suo involucro, non è più contagioso. Ricordiamo altresì che il sapone agisce rompendo i legami chimici non covalenti che consentono ai microrganismi di rimanere attaccati alle superfici.

LEGGI ANCHE: Coronavirus: perfita del senso del gusto e dell’olfatto segnali da non trascurare