Narcolessia: cos’è, sintomi, cause e trattamento

Questa patologia riguarda una persona su 2000 e colpisce ugualmente entrambi i sessi.

narcolessia

La narcolessia è una patologia rara che può comportare un impatto di portata non indifferente sulla salute e sulla qualità della vita di chi la sperimenta in prima persona. Nelle prossime righe, vediamo come si manifesta e come trattarla.

Cos’è

Quando si parla di narcolessia, si chiama in causa una patologia che si contraddistingue per l’insorgenza, superiore al normale, di episodi di sonnolenza nelle ore diurne, indi normalmente deputate alla veglia.

La sua caratteristica principale riguarda l’improvvisa insorgenza di attacchi di sonno REM. Questi ultimi, compaiono generalmente ogni 90/120 minuti. Un altro aspetto molto importante da ricordare riguarda il fatto che, dopo un riposo di pochi minuti, la persona che soffre di narcolessia si sente estremamente ristorata.

La narcolessia, patologia che colpisce una persona su 2000 con una distribuzione più o meno uguale tra i due sessi, comincia a manifestarsi nel corso degli anni dell’adolescenza. Nelle prossimi righe, vediamo nel dettaglio le principali manifestazioni.

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Sintomi

Ecco i principali sintomi della narcolessia:

  • Sonnolenza diurna, che si concretizza con i sopra citati attacchi di sonno REM.
  • Cataplessia, ossia un breve episodio di debolezza muscolare (assolutamente reversibile).
  • Paralisi nel sonno.
  • Allucinazioni.

Cause

Oggi come oggi, gli esperti non sono ancora riusciti a chiarire in maniera specifica le cause della narcolessia. Grazie a recenti studi, è stato possibile inquadrare meglio il ruolo di alcuni neurotrasmettitori. In questo novero è possibile includere soprattutto l’ipocretina che, nei soggetti narcolettici, risulta carente a livello cefalo-rachidiano (nei soggetti che manifestano sintomi di cataplessia, si parla addirittura di un livello inferiore del 90% rispetto al normale).

Trattamento

Il trattamento della narcolessia agisce su più fronti. Da un lato si parla di un approccio comportamentale finalizzato all’ottimizzazione della gestione dei momenti di riposo durante il giorno. Dall’altro, invece, di un approccio farmacologico avente lo scopo di contrastare la sonnolenza. Tra i medicinali più usati troviamo il modafinil.

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