Morbo di Cushing, cos’è, sintomi, diagnosi e trattamento

Il cortisolo può raggiungere dei livelli ematici molto alti andando ad instaurare un quadro patologico, il Morbo di Cushing, scopriamolo.

Quando siamo molto stressati il nostro corpo produce il cortisolo, l’ormone dello stress. Questo meccanismo però può sfuggire al fisiologico controllo: il cortisolo può raggiungere dei livelli ematici molto alti andando ad instaurare un quadro patologico, il Morbo di Cushing, scopriamolo.

Morbo di Cushing, cos’è?

Il Morbo di Cushing è una malattia che si presenta in seguito all’elevata produzione di cortisolo, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali per far fronte allo stress.

Osservazioni cliniche hanno riportato che solitamente questa condizione è secondaria all’ipersecrezione di ACTH (ormone adrenocorticotropo) secondaria ad un adenoma ipofisario.

Ricordiamo che l’ACTH è un’ormone prodotto dall’ipofisi che stimola la produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali.

Il morbo di Cushing può colpire sia le donne che gli uomini.

Ci sono dei segni molti indicativi che possono fare sospettare della presenza di questa condizione: sicuramente un aumento eccessivo dei livelli di cortisolo ma a livello visivo anche un aumento ponderale di peso e di tessuto adiposo concentrato soprattutto a livello addominale e intorno al collo dove si forma una piccola gobba.

Altri sintomi sono:

1. Perdita del tono muscolare con assottigliamento progressivo di braccia e gambe.
2. Facilità di comparsa di lividi.
3. Presenza di strie a livello addominale (simili a smagliature).
4. Acne.
5. Insonnia.
6. Depressione.
7. Turbe psichiche.
8. Irregolarità mestruali nelle donne e disfunzione erettile negli uomini.

Diagnosi

Per una corretta diagnosi bisogna dapprima eseguire un dosaggio ormonale dei livelli di ACTH e cortisolo nel sangue con la somministrazione di desametasone. Per evidenziarne le cause e riscontrare un possibile adenoma ipofisario bisognerà procedere con una risonanza magnetica (RM) con gadolino.

Trattamento

Dopo aver effettuato tutte le analisi del caso si potrà stabilire il trattamento in base alla causa scatenante. In caso della presenza di adenomi ACTH secernenti si procederà con l’intervento chirurgico per la sua rimozione oppure con trattamento radioterapico.

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