Morbillo, casi in aumento e vaccinazioni sotto la soglia di sicurezza: l’allarme del ministero e chi deve fare il richiamo
Nei primi cinque mesi del 2026 i casi confermati salgono a 472. Nessuna Regione raggiunge il 95% con la seconda dose. Nel mirino i giovani adulti tra 15 e 39 anni.
I casi di morbillo tornano a crescere in Italia e le vaccinazioni restano sotto la soglia che servirebbe a fermare il virus. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati 472 casi, contro i 322 dello stesso periodo del 2025. A fotografare la situazione è un’analisi epidemiologica del ministero della Salute, trasmessa alle Regioni con una circolare che raccomanda di intensificare le vaccinazioni, soprattutto tra i giovani adulti fra i 15 e i 39 anni.
Chi il ministero invita a vaccinarsi
La circolare è firmata dal capo dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello e nasce da una crescita dei contagi che va avanti da tre anni e ha colpito in particolare gli adulti giovani. Per questo l’indicazione è di rivolgere le campagne vaccinali soprattutto alla fascia 15-39 anni e alle categorie a rischio, rafforzando le attività di recupero per chi non ha completato la seconda dose.
Il ministero chiede anche di verificare lo stato immunologico degli operatori sanitari e di potenziare la sorveglianza, con tempestività “nel condurre l’indagine epidemiologica” e nella “segnalazione del caso sospetto”.
Perché serve il richiamo: il peso dello stato vaccinale
Il legame tra malattia e mancata vaccinazione è netto. Oltre il 90 per cento dei contagi ha riguardato persone non vaccinate e quasi il 6 per cento persone che avevano ricevuto una sola dose. Serve il ciclo completo: la seconda dose è quella che dà la protezione piena.
Nel documento il ministero avverte che il quadro “suggerisce una possibile criticità nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del Morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati”. E aggiunge che “i dati evidenziano una crescita dei contagi rispetto all’anno precedente, una concentrazione in specifiche fasce d’età adulte e aree geografiche e un impatto rilevante dello stato vaccinale sull’incidenza della malattia”.
Le coperture: nessuna Regione al sicuro
Nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge il 95 per cento raccomandato per la seconda dose. A livello nazionale la copertura si ferma all’84,45 per cento, mentre la prima dose arriva al 94,77 per cento.
Il dato varia molto sul territorio: si va dal 93,92 per cento della Lombardia al 67,88 per cento della Sicilia, che chiude la classifica. In fascia bassa anche Campania (71,89 per cento), Provincia autonoma di Bolzano (73,69), Calabria (76,80) e Lazio (77,81).
Dove crescono di più i contagi
L’andamento nel tempo mostra un ritorno dell’infezione dopo un periodo di controllo. Nel 2024 erano stati notificati 1.045 casi, 946 poi confermati in laboratorio; nel 2025 la flessione a 497 casi confermati; nel 2026 la ripresa.
L’aumento è concentrato in alcune Regioni: in Calabria si è passati dai 17 casi del 2025 ai 265 del 2026, in Campania da 18 a 100, in Toscana da 6 a 49, nel Lazio da 47 a 54. Se venissero confermati i 609 casi al momento classificati come “possibili e probabili”, il quadro del 2026 peggiorerebbe ulteriormente.
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