Microonde e salute, quali sono i rischi reali e cosa non bisogna riscaldare
Il forno a microonde non rende radioattivi gli alimenti e, quando viene utilizzato normalmente, non viene considerato pericoloso per la salute. Le onde prodotte dall’apparecchio appartengono infatti alle radiazioni non ionizzanti e sono diverse dai raggi X e dai raggi ultravioletti. I problemi possono arrivare soprattutto da altro: alimenti conservati male, riscaldamento non uniforme, contenitori inadatti e apparecchi con la porta danneggiata.

Per capire quando usare il microonde senza inutili timori bisogna quindi distinguere il funzionamento dell’elettrodomestico dagli errori che si possono commettere durante la preparazione del cibo.
Indice dell'articolo
- 1 Le microonde scaldano l’acqua presente negli alimenti
- 2 Il problema può essere il cibo, non le onde
- 3 Perché è meglio non cuocere il pollame ripieno nel microonde
- 4 Plastica nel microonde, perché il contenitore conta
- 5 Il microonde distrugge davvero vitamine e nutrienti?
- 6 Usare il microonde non significa cucinare sempre nello stesso modo
Le microonde scaldano l’acqua presente negli alimenti
Il funzionamento dell’apparecchio non trasforma il cibo in una fonte di radiazioni.
Le microonde fanno vibrare le molecole d’acqua presenti negli alimenti. Da questo movimento viene prodotto calore, che consente di riscaldare, scongelare o cuocere il cibo in pochi minuti.
Si tratta di radiazioni non ionizzanti, differenti da quelle ionizzanti.
Gli apparecchi moderni dispongono inoltre di una schermatura progettata per limitare la fuoriuscita delle onde.
Una precauzione riguarda però lo stato del forno. Se la porta è danneggiata o non si chiude correttamente, l’apparecchio dovrebbe essere sostituito.
La sicurezza dipende dunque anche dalla corretta integrità della struttura che contiene le microonde durante il funzionamento.
Il problema può essere il cibo, non le onde
Un forno a microonde può scaldare molto rapidamente, ma non sempre distribuisce il calore in maniera uniforme.
Questo aspetto diventa particolarmente rilevante quando si riscaldano cibi che possono ospitare batteri o muffe.
È preferibile evitare di rimettere nel microonde pietanze rimaste per più di due ore a temperatura ambiente oppure conservate per più di una settimana in frigorifero.
Il riscaldamento non rappresenta infatti un rimedio per una conservazione inadeguata.
Bisogna prestare attenzione anche a latte materno e biberon. Il microonde può creare zone molto più calde di altre all’interno dello stesso liquido. Il contenitore può sembrare tiepido mentre alcune parti raggiungono temperature superiori.
Un problema simile riguarda il riscaldamento non omogeneo di alcune preparazioni più complesse.
Perché è meglio non cuocere il pollame ripieno nel microonde
Tra gli alimenti che richiedono maggiore prudenza rientra il pollame ripieno.
Il calore può raggiungere la carne senza portare la farcitura interna a una temperatura sufficiente per eliminare eventuali batteri.
L’aspetto esterno del piatto, quindi, non garantisce che tutto il contenuto abbia raggiunto lo stesso livello di cottura.
Gli spinaci rappresentano invece un caso differente. Viene raccomandato di limitare il riscaldamento intenso per la possibile trasformazione dei nitrati presenti nell’alimento.
La questione mette ancora una volta in evidenza che il modo in cui un alimento viene trattato può avere più peso delle microonde stesse.
| Situazione | Precauzione |
|---|---|
| Cibo lasciato fuori oltre 2 ore | Meglio non riscaldarlo |
| Cibo conservato oltre una settimana in frigorifero | Evitare il consumo dopo semplice riscaldamento |
| Latte materno e biberon | Evitare il microonde per il rischio di punti molto caldi |
| Pollame ripieno | La farcitura può non scaldarsi abbastanza |
| Spinaci | Limitare il riscaldamento intenso |
| Porta del microonde danneggiata | Sostituire l’apparecchio |
| Contenitori inadatti | Preferire vetro o ceramica |
Plastica nel microonde, perché il contenitore conta
Uno dei punti da controllare con maggiore attenzione è il recipiente utilizzato per scaldare il cibo.
Alcuni contenitori di plastica e confezioni non progettate per il microonde possono rilasciare sostanze indesiderate quando vengono riscaldati.
La FDA richiama anche la possibilità che alcuni materiali plastici, compresi prodotti etichettati come compatibili con il microonde, rilascino microparticelle negli alimenti.
Per ridurre il problema si possono privilegiare contenitori di vetro o ceramica.
Vanno invece evitati metallo e fogli di alluminio.
La scelta del recipiente non è quindi un elemento secondario: entra direttamente nel modo in cui il cibo viene sottoposto alle alte temperature.
Il microonde distrugge davvero vitamine e nutrienti?
L’idea che il microonde impoverisca automaticamente gli alimenti non trova riscontro nelle informazioni disponibili.
I tempi di cottura più brevi possono anzi permettere di conservare meglio alcuni nutrienti rispetto a preparazioni che richiedono una lunga permanenza in acqua.
Tra quelli che possono essere preservati meglio figurano vitamine A e C e alcuni antiossidanti presenti nelle verdure.
Non esiste dunque un vantaggio sanitario dimostrato nel rinunciare completamente al microonde.
Le differenze più evidenti rispetto al forno tradizionale riguardano piuttosto il risultato culinario. Gli alimenti trattengono più umidità e non sviluppano la stessa doratura che si ottiene attraverso altri sistemi di cottura.
Usare il microonde non significa cucinare sempre nello stesso modo
Rapidità e ridotto impiego di acqua rendono il microonde adatto a molte preparazioni quotidiane.
L’apparecchio consuma anche poca energia rispetto a sistemi che richiedono tempi di cottura più lunghi.
Questo non significa però che ogni alimento debba essere trattato nello stesso modo.
Alternare differenti tecniche di cottura permette di scegliere quella più adatta alla preparazione, alla consistenza desiderata e al tipo di alimento.
La sicurezza dipende soprattutto da tre comportamenti: usare recipienti adeguati, rispettare le regole di conservazione e controllare che il cibo venga riscaldato in maniera uniforme.
Il microonde, in altre parole, non richiede di essere eliminato dalla cucina. Richiede di essere utilizzato conoscendo i limiti del suo funzionamento.