Muore dopo che la moglie è stata uccisa: sindrome del cuore spezzato

Joe Garcia è morto il giorno dopo l'uccisione della moglie Irma a Uvalde, in Texas, in una scuola elementare.

Joe e Irma Garcia.

Martedì scorso, 25 maggio, a Uvalde, in Texas, negli Stati Uniti d’America, Salvador Ramos, in una scuola elementare, ha ucciso 19 bambini e 2 insegnanti, poi è stato ammazzato dalla polizia.

Una delle due docenti era Irma Garcia. Il marito Joe, il giorno successivo, non molto dopo avere portato un mazzo di fiori al memoriale della moglie, è crollato a terra ed è morto. Secondo i familiari e i conoscenti, l’uomo se n’è andato perché aveva il “cuore spezzato”. Si tratta di una situazione possibile.

Il dr. Philip Lee, esperto in medicina acuta e medicina per gli anziani, intervistato da IFLScience.com, ha spiegato che “è una condizione chiamata cardiomiopatia di takotsubo: shock o dolore improvviso provocano insufficienza cardiaca e il decesso. In pratica, troppa noradrenalina o adrenalina e il cuore smette di pompare correttamente”.

La cardiomiopatia di Takotsubo – o sindrome del cuore spezzato – è estremamente rara e di solito colpisce le donne anziane. Esistono, però, molti esempi: nei quattro giorni successivi al violento terremoto che uccise 185 persone a Christchurch, in Nuova Zelanda, quasi due dozzine di persone furono ricoverate in ospedale con la sindrome.

Irma e Joe Garcia.

Il dr. Deepak Bhatt, cardiologo del Brigham and Women’s Hospital di Boston, ha spiegato che la morte di Joe Garcia è “un classico caso di sindrome del cuore spezzato” ma è impossibile saperlo con certezza prima di un’autopsia perché i sintomi e la comparsa della cardiomiopatia di Takotsubo sono quasi indistinguibili da un normale infarto.

Comunque sia, la sindrome può essere innescata da “uno stress emotivo estremo”, ad esempio “se hai appena saputo che tua moglie è morta”.

L’unico modo per distinguere le due condizioni è ispezionare il cuore stesso. Infatti, in seguito a un attacco di “cuore spezzato”, il ventricolo sinistro si riempie di un afflusso di sangue e si gonfia cosicché “sembra una nassa da pesca giapponese per il polpo”. Da qui il nome della malattia: Tako = polpo e Tsubo = nassa.

Come un normale attacco cardiaco, il takotsubo è raramente fatale, con più di nove malati su 10 che sopravvivono. La maggior parte dei pazienti, circa quattro su cinque, guarisce senza complicazioni entro un mese circa ed è improbabile che si ripresenti un attacco simile.

Per Joe Garcia, però, il trauma della morte della moglie – aggravato dal modo – potrebbe essere stato troppo da gestire per il suo cuore.

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