In Cina sta tornando l’epidemia di Coronavirus?

A preoccupare il mondo sono i contagi legati a un mercato all'ingrosso di Pechino.

In Cina sta tornando l’epidemia di Coronavirus? Questo interrogativo è al centro dell’attenzione mediatica mondiale da diversi giorni. A partire da domenica scorsa, il Paese orientale ha infatti registrato un rimbalzo dei nuovi casi di Covid-19. Secondo quanto rivelato dalle autorità cinesi, in 24 ore sono stati confermati 57 casi di infezione, 36 dei quali a Pechino (dati aggiornati al 15 giugno). Si tratta della crescita maggiore dal mese di aprile.

Si tratta ovviamente di notizie che preoccupano il mondo, che teme sempre di più una seconda ondata di Coronavirus, in un contesto attuale che sta vedendo l’Europa tornare gradualmente alla normalità e altre parti del mondo, come per esempio l’America Latina, in situazione a dir poco grave.

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Il ruolo dei mercati di Pechino

Nel corso dei mesi che ci siamo appena lasciati alle spalle, grazie a controlli severi, all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e al confinamento molto rigido, la Cina era riuscita a tenere sotto controllo il Coronavirus.

Questo status quo, al quale tutto il mondo ha guardato con speranza, è stato turbato da una nuova fonte di contaminazione, ossia il mercato all’ingrosso di Xinfadi, situato nella zona sud di Pechino e dedicato alla vendita di carne, pesce e verdure.

Questa scoperta ha portato alla chiusura totale di 11 quartieri vicini ad esso. Tornando un attimo ai casi segnalati domenica scorsa, ricordiamo che tra loro è presente un uomo di 5 anni, conducente di autobus all’aeroporto. Prima di ammalarsi, si era recato presso il mercato sopra citato.

Come evidenziato dall’agenzia di stampa cinese AFP, vicino al mercato di Xinfadi sono presenti da giorni poliziotti e paramilitari. Sempre da AFP, si sa che le persone che lavorano presso i banchi del mercato o che l’hanno frequentato dal 30 maggio in poi devono sottoporsi al test sierologico.

L’Europa sta riaprendo i suoi confini troppo presto?

Come sopra ricordato, questi numeri stanno preoccupando l’Europa, che ha ripristinato la libera circolazione. Per quanto riguarda il Vecchio Continente, è il caso di ricordare la rilevazione dei due focolai di Roma, uno presso l’ospedale San Raffaele Pisana e il secondo in un palazzo occupato nel quartiere Garbatella.

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